Ue: Lega PE, Zan ha le traveggole, nessuna reintroduzione del suo Ddl naufragato nel 2021

“Ma quale re-introduzione del Ddl Zan? La revisione della direttiva europea sulle vittime di reato non fa rientrare dalla finestra (in alcun modo) quello che era già uscito dalla porta. Ci riferiamo ai contenuti del suo Ddl, bocciato al Senato nell’autunno 2021. Sostenere il contrario, significa confondere la creazione di nuovi reati con le regole per l’assistenza alle parti lese”. Così in una nota la delegazione della Lega al Parlamento europeo.

I fatti nel dettaglio

“Ecco i fattii: 1) Nessun nuovo reato o aggravante: Il Ddl Zan mirava a modificare il Codice penale italiano introducendo nuove fattispecie di reato. La direttiva europea, al contrario, non impone in alcun modo agli Stati membri di introdurre nuove aggravanti (come omofobia o transfobia) nei rispettivi ordinamenti. 2) Tutela procedurale: l’obiettivo del testo è, esclusivamente, stabilire standard minimi per assistere chi è già vittima di un reato. Il riferimento all’identità di genere, nel testo, serve unicamente a richiedere alle autorità di valutare la situazione specifica della vittima, per evitarle presunti ulteriori traumi nel corso delle indagini e processi. 3) Pieno rispetto dell’ordinamento italiano: a seguito della bocciatura del Ddl Zan, l’ordinamento italiano non possiede una definizione autonoma di “identità di genere” sganciata dal sesso biologico. Una norma procedurale europea non ha il potere di cambiare le definizioni giuridiche italiane, tantomeno per via amministrativa”.