“La notizia di tracce e residui di pesticidi vietati, rinvenuti nel riso importato dalla Thailandia, riaccende l’allarme sulla sicurezza alimentare e, allo stesso tempo, conferma quanto denunciato dalla Lega sul mancato rispetto nei Paesi extra-Ue degli stessi (elevati) standard europei, ai quali sono sottoposti i nostri produttori. Oltre alla debolezza e alla vulnerabilità dei nostri sistemi di controllo sull’accesso di alimenti nocivi per la salute dei consumatori, l’altro nodo fondamentale resta quello delle condizioni del tutto impari che causano concorrenza sleale, con standard e costi di produzione nettamente inferiori, ai danni della nostra risicoltura italiana“. Lo afferma in una nota Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, annunciando l’invio di una specifica interrogazione alla Commissione europea.
Tutelare consumatori e risicoltura italiana
“Secondo le analisi effettuate da Foodwatch, ecco il paradosso dei cosiddetti ‘pesticidi di ritorno’ che, pur essendo vietati nell’Ue, finiscono comunque sulle nostre tavole e sui nostri piatti attraverso l’import di riso, té e spezie venduti nei supermercati di Francia, Austria e Germania. I ricercatori di Foodwatch, in particolare, hanno riscontrato la presenza di residui di pesticidi non autorizzati – in ben 14 linee di prodotto, incluso un noto marchio di riso thailandese. Per questo, ho trasmesso un’interrogazione urgente alla Commissione europea, chiedendo innanzitutto di rafforzare i controlli sulle importazioni al fine di tutelare la sicurezza alimentare e, in secondo luogo, misure a sostegno della produzione di riso italiana ed europea nell’ambito del pacchetto Food and Feed Safety, attualmente in discussione”.