Toscana: Potenti (Lega), Corte dei Conti scoperchia gestione Adsp, fare luce su accordi last minute

“La relazione della Corte dei Conti sulla gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale scoperchia un vaso di Pandora che merita un approfondimento immediato e rigoroso. Parliamo di un disavanzo di circa 47,1 milioni di euro e di una gestione del personale che solleva seri dubbi di trasparenza, a partire dal riconoscimento di incentivi economici ai dirigenti in avvalimento presso la struttura commissariale della Darsena Europa, in possibile contrasto con il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. Peraltro, i detti rapporti contrattuali continuano a non essere pubblicati, in pieno contrasto con le disposizioni di cui all’articolo 14 del d.lgs. 33/2013, direttamente e obbligatoriamente applicabile alle Adsp ai sensi del disposto dell’art. 2-bis del medesimo decreto”.
Così il senatore della Lega Manfredi Potenti, componente della Commissione Trasporti a Palazzo Madama, che per tutti questi motivi ha depositato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare piena luce su un’istituzione vitale per l’economia della Toscana e dell’intero Paese.
​“Entrando nel merito – spiega Potenti – la tempistica della stipula della convenzione tra l’Adsp e il commissario uscente Luciano Guerrieri, avvenuta lo scorso 13 aprile mentre si attendeva il parere sulle nuove nomine, appare come un tentativo tardivo di regolarizzare pendenze pregresse: di certo, uno sgarbo istituzionale verso il prefetto Dionisi, allora in corso di designazione. Ma anche una toppa burocratica erroneamente giustificata con il venir meno della coincidenza fisica tra i vertici, motivazione che confonde la soggettività giuridica con la fisicità delle persone chiamate a rivestire ruoli rappresentativi”.
​“L’impegno profuso con questo atto ispettivo – conclude il senatore – mira a dissipare ogni ombra sulla vecchia e nuova governance di uno snodo infrastrutturale strategico per l’Italia. Per questo ho chiesto che il Mit avvii un accertamento sull’operato dell’Autorità portuale, stante il permanere di criticità e di una preoccupante commistione tra funzioni di indirizzo e di gestione”.