Il Venezuela è stato colpito da due potenti terremoti consecutivi, tra i più forti registrati negli ultimi decenni nel Paese.
Il primo evento, di magnitudine 7,2, è stato registrato alle ore 18:04 locali (mezzanotte in Italia). Il secondo evento (quello principale, di magnitudine 7,5, si è verificato solo 39-40 secondi dopo. Il primo bilancio parla di almeno 32 morti, ma si temono molte più vittime. Almeno 700 feriti. La presidente Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza. “E’ un disastro”. Panico e persone in fuga. Si scava.
L’epicentro è localizzato nella zona settentrionale del Paese, nello stato di Yaracuy (vicino a Yumare), a circa 100-160 km a ovest di Caracas (coordinate approssimative: 10,4°N 68,5°W). La profondità: superficiale è stata di circa 10-22 km, il che ha amplificato gli effetti al suolo. I due terremoti hanno causato danni significativi, soprattutto a Caracas e nelle zone vicine (stati di Carabobo, Yaracuy, Aragua, Miranda e La Guaira). Segnalati crolli di edifici in vari quartieri della capitale (Los Palos Grandes, Altamira, Chacao, Baruta e altri), danni all’aeroporto internazionale Simón Bolívar (La Guaira), che ha subito interruzioni, e panico diffuso con molta gente che è uscita in strada. Registrate interruzioni di corrente e gas, metropolitana sospesa, scuole chiuse. L’USGS (Servizio Geologico degli Stati Uniti) ha avvertito fin da subito di un’”alta probabilità di vittime e danni estesi” e di un disastro probabilmente diffuso. Le stime preliminari PAGER indicano un rischio significativo di migliaia di vittime (con percentuali di probabilità per fasce alte), anche se i dati reali sono ancora in fase di raccolta. La vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza. È stata emessa brevemente un’allerta tsunami per alcune coste caraibiche (tra cui Repubblica Dominicana, Puerto Rico e Isole Vergini), poi revocata. Il Venezuela è una zona sismicamente attiva proprio per la complessa interazione tra la placca caraibica e quella sudamericana. Il terremoto più recente paragonabile era quello del 21 agosto 2018 (magnitudine 7,3), che colpì la costa settentrionale. Nel 2025 c’erano stati anche due sismi intorno a 6,2-6,3 nello stato di Zulia.