Superbonus: Ricchiuti (FdI), zavorra ereditata da stagione grillina

“Il conto è arrivato: il Superbonus è la zavorra che ancora oggi tiene l’Italia sopra il 3% di deficit. I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni. Il Superbonus, introdotto nel 2020, è passato da una stima iniziale di circa 35 miliardi di euro a un costo complessivo che oggi supera abbondantemente i 120 miliardi, con impatti rilevanti sui conti pubblici e sul deficit. Quando si è insediato il Governo Meloni, nell’ottobre 2022, il deficit pubblico italiano era pari all’8,1% del PIL. Questo quadro ha contribuito a mantenere l’Italia nei vincoli della procedura di infrazione europea per disavanzo eccessivo, rendendo più complesso anche un’uscita anticipata dai percorsi di rientro concordati con Bruxelles. Secondo i dati ufficiali di ENEA, Ragioneria dello Stato e Ufficio parlamentare di bilancio, l’onere per lo Stato si è moltiplicato ben oltre le previsioni iniziali, contribuendo in maniera significativa all’aumento del deficit e al peggioramento dei saldi di finanza pubblica negli anni successivi. A questo si aggiungono miliardi di euro di frodi legate al meccanismo della cessione dei crediti, emerse grazie ai controlli della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate. È giusto riconoscere che la misura nasceva con l’obiettivo di sostenere l’edilizia e rilanciare l’economia in una fase complessa. Ma è altrettanto evidente che è stata costruita senza adeguati controlli, con meccanismi che hanno favorito abusi e con una dinamica di spesa fuori controllo”. Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.

Favorito abusi e dinamiche di spese fuori controllo

“La verità è semplice: non si può scaricare oggi sul Governo in carica la responsabilità di una misura che ha prodotto effetti strutturali sui conti pubblici e che, per la sua stessa natura, non poteva essere interrotta bruscamente senza generare conseguenze ancora più gravi su famiglie e imprese già coinvolte. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha ereditato una situazione complessa e ha scelto la strada della responsabilità: riduzione progressiva dell’incentivo, chiusura delle falle, rafforzamento dei controlli e messa in sicurezza dei conti pubblici. Chi oggi prova a negare l’impatto del Superbonus sui conti dello Stato racconta una versione dei fatti che non trova riscontro nei dati ufficiali. I numeri non mentono. E dicono una cosa molto chiara: gli errori del passato continuano a pesare sul presente e limitano ancora oggi la capacità dello Stato di investire in sanità, scuola e sostegno alle famiglie. È da qui che bisogna ripartire: dalla verità dei numeri e dalla responsabilità politica di non ripetere quegli errori”.