“Sono felice di tornare al Salone del Mobile a portare, diciamo, l’attenzione del governo, la solidarietà verso una filiera fondamentale del Made in Italy, come sapete, oltre 50 miliardi di fatturato, 2,3% del PIL, 300.000 addetti, export stabile, in crescita, in crescita in alcuni mercati nuovi.
Ieri abbiamo incontrato stato il Presidente del Kenya e parlavamo di come in questi Paesi ci sia una crescita dell’attenzione verso i prodotti del Made in Italy. Il tema della filiera legno arredo è uno di questi, più 13% l’export in Africa nello scorso anno e quindi ovviamente governo ci deve essere, ci deve essere con la sua presenza, ci deve essere con le sue risposte.
Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni che continuiamo a fare sul sostegno al Made in Italy sui contratti di sviluppo con le filiere fondamentali, nello specifico il lavoro che abbiamo fatto anche sulla filiera del legno arredo, ovviamente il lavoro collegato alla legge annuale sulla piccola e media impresa, le risposte che cerchiamo di dare in materia di prezzi dell’energia, grande questione è stata oggetto di un decreto molto articolato del governo recente e è oggetto anche di una battaglia che stiamo come sapete conducendo in Europa e ci porterà fra qualche giorno al Consiglio Europeo a riproporre alcune proposte che consideriamo fondamentale nella fondamentali nell’attuale crisi e quindi ovviamente siamo qui per discutere con i produttori anche di quello che abbiamo fatto, ma anche di quello che e soprattutto di quello che ancora manca”.
Avete trovato una soluzione per il decreto Sicurezza?
“Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo, alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni.
Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro, mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo.
È un momento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti e uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo. Ora scopro che non siamo d’accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito, ma noi andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto valore”.
Ha sentito Trump di recente?
No, non recentemente.
Il taglio delle accise lo estenderete anche dopo il primo maggio?
“Guardi, ci sono degli importantissimi negoziati in corso che sosteniamo sia quelli che riguardano il negoziato di Islamabad, sia quello che riguarda, altro tema per noi molto importante negoziato diretto Israele-Libano e quindi vediamo sulla base di quello che uscirà da questi negoziati, quali sono le priorità che ci dobbiamo dare”.
Su Hormuz, Italia dovrebbe comunque esserci, Parlamento si dovrà esprimere
“Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una una copertura ONU su un’eventuale missione a Hormuz. Voi sapete anche che questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina. Vedremo nelle prossime settimane se quel veto può essere superato.
In ogni caso penso che se non dovesse essere superato a condizioni date che abbiamo già chiarito, ci deve essere una cessazione delle ostilità, ci deve essere una ampissima adesione internazionale, la postura della missione deve essere esclusivamente difensiva. In questi casi io penso che l’Italia dovrebbe comunque esserci, ma deve essere il Parlamento su questo a esprimersi”.