“La riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro Valditara non solo nasce male, ma viene attuata nel peggiore dei modi, senza alcun rispetto per i tempi della scuola”. Lo afferma Antonio Caso, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura, annunciando un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito.
Situazione di confusione e incertezza
“Il decreto attuativo è stato pubblicato il 9 marzo, a iscrizioni ormai chiuse, costringendo di fatto studenti e famiglie a scegliere al buio. E non basta: il provvedimento arriva a ridosso della definizione degli organici e della programmazione didattica, ma all’appello mancano ancora atti fondamentali come le linee guida operative e la revisione delle classi di concorso coerente con il nuovo ordinamento. Il risultato è una pesante situazione di confusione e incertezza scaricata interamente sulle scuole e sui docenti”, attacca Caso.
Riforma sbagliata e gestita male
“Ci sono poi forti preoccupazioni per la riduzione del monte ore di discipline fondamentali come geografia e italiano. Questo significa non solo un impoverimento dell’offerta formativa, ma anche possibili ricadute drammatiche su organici e cattedre. Altro che rilancio dell’istruzione tecnica: Valditara si fermi e rinvii l’entrata in vigore della riforma. Insistere su questa strada significa trasformare una riforma sbagliata e gestita male in un danno strutturale per scuole, studenti e lavoratori”.