Sanità: Sereni (Pd), autonomia differenziata distrugge Servizio Sanitario Nazionale

“Con un’analisi puntuale e rigorosa, nell’audizione svolta oggi al Senato sulle pre-intese delle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria in materia di autonomia differenziata, la Fondazione Gimbe conclude chiedendo al Governo ‘di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità”. Così in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd.

Fermare l’iter come propone Gimbe

“Come avevamo denunciato a suo tempo le pre-intese sottoscritte dal governo Meloni con le quattro Regioni sono sostanzialmente identiche tra loro, contraddicendo in modo palese l’indicazione della Corte Costituzionale la quale, bocciando di fatto la Legge Calderoli, ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede un’istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità di diritti su tutto il territorio nazionale. I dati dimostrano invece non solo che le quattro Regioni che richiedono maggiore autonomia hanno situazioni di partenza molto diverse tra loro ma che, complessivamente, percorrere la strada dell’autonomia differenziata in sanità, senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione, rischi di rafforzare ulteriormente chi è già più forte e di rendere ancora più difficile colmare i divari esistenti.
In un momento in cui il SSN soffre già di sottofinanziamento e di significative carenze di personale, in un momento in cui le diseguaglianze tra i cittadini si stanno acuendo, con milioni di italiani che non riescono più a curarsi in tempi e modi accettabili, introdurre la possibilità che le Regioni più ricche possano differenziare le tariffe, i compensi per gli erogatori, i profili professionali e addirittura creare fondi integrativi regionali significa mettere in pericolo l’esistenza stessa del Servizio Sanitario Nazionale. Per questo auspichiamo che il governo voglia ascoltare la Fondazione Gimbe e tutte le voci critiche che si sono levate contro l’autonomia differenziata in materia di sanità”.