“Da giorni la destra attacca Alessandra Todde e il Movimento 5 Stelle sostenendo che saremmo contro le rinnovabili. È una ricostruzione falsa e smentita dai numeri. Il Movimento 5 Stelle è la forza politica che più di tutte ha investito in fotovoltaico, comunità energetiche, efficienza energetica e autoconsumo. Senza il lavoro dei nostri Governi, l’Italia sarebbe oggi molto più indietro nella transizione ecologica”. Lo scrive il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli in un post sui social.
Governo blocca comunità energetiche e reddito energetico
“La legge regionale della Sardegna non blocca affatto le rinnovabili. La Regione ha una superficie di 24.100 chilometri quadrati e la norma contestata dal Governo lascia comunque disponibili oltre 241 chilometri quadrati di territorio, sufficienti per installare tra 15 e 20 GW di nuova capacità fotovoltaica. Oggi in tutta la Sardegna sono installati circa 2,5 GW e l’obiettivo assegnato al 2030 è di 6,2 GW, obiettivo che la presidente Todde ha già confermato di voler raggiungere. Parlare di blocco delle rinnovabili è quindi una bugia. La legge regionale individua come aree idonee tetti, capannoni, pensiline e superfici già urbanizzate e prevede investimenti per 678 milioni di euro, che con ulteriori interventi si avvicinano al miliardo, per comunità energetiche, fotovoltaico, sistemi di accumulo e autoconsumo. La Sardegna non dice no alle rinnovabili. Dice sì a un modello in cui l’energia pulita produce benefici per cittadini e imprese, non rendite per pochi speculatori. Il rischio della deregulation voluta dal Governo è evidente: autorizzare indiscriminatamente grandi impianti a terra senza obbligo di accumulo significa produrre energia nelle ore in cui la rete non è in grado di assorbirla. In questo modo una parte dell’energia viene tagliata o esportata a prezzi bassissimi. I profitti restano ai grandi operatori, mentre i costi di congestione e bilanciamento della rete vengono sostenuti da Terna e scaricati sulle bollette di famiglie e imprese. Per questo insistiamo su comunità energetiche, accumuli e autoconsumo. È l’unico modello che consente di utilizzare localmente l’energia prodotta, ridurre davvero le bollette e generare benefici diffusi sui territori. Il paradosso è che il Governo attacca la Sardegna ma non risolve i problemi reali. Non ha introdotto l’obbligo di accumulo per i grandi impianti, tiene bloccate da mesi migliaia di domande sulle Comunità Energetiche Rinnovabili e non sta pagando con tempi certi le imprese che hanno anticipato i costi del Reddito Energetico Nazionale. Per questo ieri abbiamo chiesto direttamente a Giorgia Meloni di chiarire quante domande sulle Comunità Energetiche siano ancora ferme, quante risorse siano effettivamente disponibili e in quali tempi il Governo intenda sbloccare le pratiche. Era una domanda concreta che riguarda migliaia di famiglie e imprese. La Presidente del Consiglio non ha risposto e ha preferito buttarla in polemica politica. La vera contraddizione è tutta del Governo: impugna una legge regionale che consente comunque di installare fino a 20 GW di fotovoltaico, blocca le Comunità Energetiche, ritarda i pagamenti del Reddito Energetico e non impone sistemi di accumulo. Poi pretende di dare lezioni di transizione ecologica. La verità è semplice: il Movimento 5 Stelle e la Sardegna vogliono più rinnovabili, ma vogliono che servano ai cittadini e ai territori, non agli speculatori”.