“Gualtieri non offenda l’intelligenza dei romani con ricostruzioni di comodo sulla riforma dei poteri della Capitale. È indiscutibile che il Sindaco di Roma sia stato coinvolto passo passo nella costruzione del provvedimento, sia personalmente sia attraverso i suoi uffici, al punto che proprio nell’ottica di una riforma condivisa abbiamo tolto dalla prima bozza del provvedimento il riferimento già in Costituzione ad un decentramento municipale spinto, al quale Gualtieri si è dichiarato un po’ incomprensibilmente contrario. Né può Gualtieri dire al Governo e alla maggioranza che devono parlare con il Pd in Parlamento come se lui fosse un Sindaco indipendente. È infatti lui che ha discusso su un tavolo politico anche in merito all’emendamento della Lega sulle città metropolitane, parlando evidentemente a nome del Pd nazionale”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Il Pd e il gioco delle parti
“È dunque inaccettabile il gioco delle parti con la finta di un Pd Capitolino che collabora al provvedimento ed uno nazionale che sarebbe da convincere. La riforma si è arenata per una precisa responsabilità del Pd che ora non deve porre improbabili condizioni ma, semplicemente, dire se vuole o non vuole una riforma per dotare Roma dei poteri che molte capitali hanno e che sono necessari, proprio perché una Capitale non può essere governata nel migliore dei modi con gli ordinari poteri dei comuni”.