Referendum: vince il NO con il 53,7%. Meloni, nostro impegno non cambia

Con il 53,7% delle preferenze il No ha vinto al referendum sulla giustizia. Oltre 14 milioni e 400 mila italiani hanno bocciato la riforma proposta dal governo. I voti favorevoli si sono fermati invece al 46,2% con poco più di 12 milioni e 400 mila preferenze. La riforma costituzionale, approvata in Parlamento nel mese di ottobre dello scorso anno, è stata quindi bocciata dalla maggioranza degli italiani che in questo modo confermano l’attuale assetto della magistratura italiana.

Contrariamente a quanto proposto dal governo non ci sarà la separazione delle carriere, la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura e dell’Alta corte disciplinare e nemmeno i nuovi criteri di selezione dei componenti degli organi di autogoverno.

Meloni, nostro impegno non cambia

Commentando i risultati il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha detto: “La sovranità appartiene al popolo, gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo fatto quello che aveva promesso portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale”.

Parlando della riforma la Premier ha aggiunto: “L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta dei cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con con serietà e determinazione, a lavorare per il bene della nazione, e per onorare il mandato che c’è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità con determinazione, e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.

Nordio, prendo atto della decisione del popolo sovrano

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha affermato: “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale”.

“Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”, ha concluso il Ministro della Giustizia.

Tajani, per l’attività di governo non cambia nulla

Per il Ministro degli Esteri e Vicepremier, Antonio Tajani “il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto“.

Tajani ha poi voluto sottolineare che “per l’attività di governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo”. Riconoscendo il risultato negativo, il ministro ha confermato che “il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto”. 

Salvini, restiamo convinti che sia necessario migliorare il sistema della giustizia

Anche per il Ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, “quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”.

Schlein, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata

La segretaria del Pd, Elly Schlein non nasconde la propria soddisfazione. “Abbiamo vinto – ha detto nel corso di una conferenza stampa al Nazareno -, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede”.

Secondo la leader dei democratici “arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. E’ anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa”.

Conte, si apre una nuova stagione

Per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, “Si apre una nuova stagione, una Primavera politica. I cittadini sono protagonisti. Vogliono voltare pagina. Segnalano la richiesta di un’altra politica”, mentre il leader di Italia Viva, Matteo Renzi si chiede: “Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio?”.

Secondo il il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini “si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. E’ un messaggio di unità”.