Referendum: Ruotolo (Pd), votiamo No per difendere lo stato di diritto

“Siamo alle ultime battute di questa campagna referendaria del 22 e 23 marzo. Quando si racconta che la separazione delle carriere serve a rendere più giusta la giustizia, si parte da una bugia. Si dice che i giudici siano schiacciati sui pubblici ministeri”. Così in una nota Sandro Ruotolo, membro della segreteria nazionale del PD.

Vero obiettivo della riforma è politico

“Ma i dati dicono il contrario. Il 51% delle sentenze di primo grado dà torto ai pubblici ministeri. Qui si vuole una magistratura più debole. Perché il vero obiettivo di questa riforma è politico. Il doppio CSM. L’alta corte disciplinare. La possibilità di mettere sotto pressione l’autonomia della magistratura. In altre parole: costruire un sistema in cui il potere esecutivo possa incidere su chi deve controllarlo. E quando chi governa può influenzare chi lo controlla, la democrazia non è più in equilibrio. Chi indagherà sui potenti? Chi farà le inchieste sulla corruzione? Chi controllerà i reati dei colletti bianchi? Dietro questa riforma c’è un’idea precisa di democrazia: una democrazia plebiscitaria. Qui non è in gioco la sopravvivenza o meno del governo Meloni. Qui è in gioco la nostra Costituzione. Noi sappiamo da che parte stare. Noi il 22 e il 23 marzo votiamo No non per punire Giorgia Meloni ma per difendere lo stato di diritto, la nostra Costituzione”.