L’intervento a ‘cinque minuti’ del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite in studio di Bruno Vespa
Prima di parlare di referendum, parliamo di ETS, questa fiscalità perversa che finisce per colpire anche l’energia non inquinante, stanotte a Bruxelles siete riusciti a trovare un aggiustamento per l’Italia? Per l’Italia e perché è come noi
“Siamo riusciti a ottenere nel Consiglio Europeo di ieri la possibilità per gli stati membri di negoziare con la commissione per affrontare le distorsioni che alcune regole europee producono. Una di queste, chiaramente, che il nostro obiettivo è l’ETS. L’ETS è una tassa sulle forme più inquinanti di energia che finisce per determinare un aumento del costo anche per quelle meno inquinanti.
Una una paradosso assoluto. Noi avevamo fatto, come lei sa, un decreto, il decreto bollette che punta alla sospensione di questo meccanismo perverso, ma serve un via libera della Commissione Europea e quello che c’è scritto nel nelle conclusioni del consiglio ci dà la possibilità di ottenere quel via libera.
Allora, rientriamo in par condicio sul referendum. lei dice che è una riforma storica, però l’opposizione ribatte che l’efficienza del processo non viene toccata, dice a che serve?
“Ma scusi, quali sono i presupposti dell’efficienza? I presupposti dell’efficienza sono responsabilità e meritocrazia. Quanto incide sull’efficienza sull’efficienza della giustizia in Italia, il fatto che un giudice negligente continui tranquillamente a fare carriera come accade in molti casi. Quanto incide sull’efficienza della giustizia in Italia il fatto che la carriera di un magistrato in molti casi non dipenda dal suo merito e dal suo valore, ma dalla corrente alla quale appartiene?
Purtroppo, noi li abbiamo visti questi problemi, perché noi abbiamo avuto magistrati che dimenticavano i detenuti in carcere, magistrati che depositavano le sentenze con 4 anni di ritardo, magistrati che condannavano persone innocenti che non dovevano mai rispondere di quello che avevano fatto durante il loro lavoro, per cui io penso che nessuna riforma come questa possa migliorare l’efficienza della giustizia in Italia”.
Quindi lei ritiene davvero che questa Alta Corte, in cui i magistrati comunque sono 9 su 15, eccetera, possa svincolata dai consigli superiori, possa dare dei giudizi potenzialmente più equi nei confronti dei magistrati che sbagliano?
“Ne sono assolutamente convinta, sono assolutamente convinta che un’alta corte che si occupa solo di disciplinare con magistrati che non vengono, diciamo, selezionati dalle correnti, ma vengono selezionati tramite sorteggio, ci offre dei giudizi che sono tendenzialmente più giusti e più efficaci.
Dopodiché, devo anche segnalare che io considero un’anomalia non secondaria, il fatto che nell’attuale ordinamento il controllore venga scelto dai controllati. Ma lei mi dice in quale altro meccanismo tutto questo avviene? In nessun altro meccanismo, glielo dico io e quindi penso che assolutamente svincolando quei giudici dal meccanismo delle correnti siano anche molto più liberi di decidere in coscienza quando devono devono decidere sul disciplinare di un collega”.
I favorevoli al no sostengono che i magistrati sorteggiati, insomma, possono essere impreparati a prendere decisioni che riguardino i loro colleghi?
“Intende gli stessi magistrati che decidono se darmi l’ergastolo oppure no, se togliermi o meno la potestà genitoriale, se sequestrarmi la casa o l’auto? Sono impreparati? Se sono impreparati abbiamo un problema, direttore, ma abbiamo un problema che è più ampio di questo.
Per cui io ho la tesi, francamente, che persone che decidono sulla libertà dei cittadini non siano in grado di decidere sul trasferimento di un collega, non la non la posso sostenere, è una tesi surreale, così come è surreale quando quando si dice “Ma tu vorresti farti operare da un primario sorteggiato?”. Ma perché lei quando va all’ospedale si elegge il primario. Si sceglie il medico.
Allora, la domanda non è questa, la domanda è “Tu vuoi essere curato da un primario che sta lì perché è amico di quello che l’ha nominato o vuoi essere curato da un primario che sta lì perché è il più bravo?”. Ecco, noi stiamo facendo una riforma che consente di trovarsi di fronte un primario che è il più bravo, quindi un giudice che sta lì per merito e non per spartizione correntizia”.
Altra contestazione con la riforma la magistratura sarebbe subordinata alla politica?
“Guardi, direttore, io non so se lei in queste mesi in queste settimane ha fatto una domanda su da quale norma si evince nella riforma della giustizia questo?
Perché la realtà è che oggi la magistratura è subordinata alle alla politica, atteso che una parte dei membri del CSM viene lottizzata tra i partiti politici e l’altra parte viene decisa dalle correnti logizzate dalla magistratura della magistratura, che sono due cose che noi togliamo e quindi togliamo il controllo della politica, ma ovviamente quelli che difendono il controllo della politica sulla magistratura perché pensano e hanno sempre pensato di di trarne un vantaggio, non possono dirci la verità e ci dicono che quasi quasi siamo noi, che stiamo facendo una riforma per liberare la magistratura dalla politica che la vogliamo controllare”.
In caso di vittoria del No, ultimi secondi ha detto “Non mi dimetto”, come vede l’anno che ci separa dalle elezioni?
“Lo vedo un anno in cui continueremo a fare del nostro meglio per costruire una nazione migliore, più moderna, più giusta, più capace di rispondere ai bisogni dei cittadini. Un elemento fondamentale di quella modernizzazione è la riforma della giustizia, una riforma della la quale parliamo da decenni che nessuno è mai riuscito a fare e quindi ci serve che i cittadini ci regalino 5 minuti del loro tempo per andare a mettere una croce sul SI“.