“Il 22 e il 23 marzo sarete chiamati a votare al referendum per confermare o meno la riforma della giustizia che il governo ha proposto. Negli ultimi mesi, in modo ancora più intenso, ovviamente nelle ultime settimane attorno a questo referendum si è creato un clima di forte confusione. Si sono sovrapposte polemiche, semplificazioni, slogan e in molti casi informazioni parziali o peggio completamente distorte. Così il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in un video.
Perchè è importante votare
“Per questo ho deciso di provare a spiegare in modo più possibile chiaro Alcuni punti fondamentali della riforma che gli italiani saranno chiamati a confermare o meno con il loro voto e di spiegare perché considero importante che si vada a votare e che si voti sì, cioè per confermare la riforma. Perché questa è una riforma molto importante, se vogliamo modernizzare l’Italia ed è importante per tutti gli italiani e li riguarda tutti, più di quanto pensino.
La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, è indispensabile per far funzionare l’Italia, se non è efficiente, efficace, meritocratica, una parte fondamentale del meccanismo che definisce il nostro benessere, si inceppa e i cittadini lo pagano, tutti i cittadini, non solo quelli che hanno a che fare direttamente con la giustizia, perché i giudici decidono su moltissimi aspetti della nostra vita, sulla sicurezza, sull’immigrazione, sul lavoro, sulla salute, sulla libertà personale”.
Riforma contro le degenerazioni di un sistema bloccato
“È un potere enorme, ma è anche l’unico caso in cui a questo potere quasi mai corrisponde un’adeguata responsabilità, perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, se ad esempio, come purtroppo è accaduto, Si dimentica in carcere un imputato per quasi un anno oltre la scadenza del termine. Nella maggior parte dei casi non accade assolutamente nulla. Quel magistrato fa carriera e chi subisce questa sventura può essere qualsiasi cittadino onesto.
Sono storture che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere. Noi abbiamo riformato il Parlamento, il governo, la pubblica amministrazione, le regioni, moltissimi ambiti. La giustizia mai in modo sostanziale perché a ogni tentativo la reazione è stata totalmente sproporzionata e il risultato è stata una magistratura che ha perso molta della sua autorevolezza, ma anche della sua efficacia. La riforma interviene esattamente su questo.
Ha come obiettivo rendere la giustizia più moderna, più meritocratica, più autonoma, più responsabile e soprattutto libera dai condizionamenti della politica. A differenza di quello che si dice non è una riforma contro i magistrati, è una riforma contro le degenerazioni di un sistema bloccato che non è mai stato adeguato a un mondo che intorno cambia”.
Aumenti la fiducia dei cittadini verso la giustizia
“Ed è per questo che è sostenuta con convinzione da moltissimi magistrati, anche molti più di quanti lo dichiarino pubblicamente e forse ci si dovrebbe interrogare sul perché alcuni preferiscano non dichiararlo. È una riforma che serve a far recuperare alla magistratura un prestigio compromesso e quindi ad aumentare la fiducia dei cittadini verso la giustizia”.
Veniamo ai contenuti principali della riforma
“La riforma fa sostanzialmente tre cose semplici, modificando alcuni pochi articoli della nostra Costituzione“.
Prima novità
“La riforma introduce la separazione delle carriere tra chi accusa e chi giudica. Perché? Perché se chi ti accusa e chi ti giudica sono due colleghi di lavoro con percorsi di vita e lavorativi che si incrociano di continuo, è possibile che chi ti giudica abbia, diciamo così, un occhio di riguardo per quello che dice chi ti accusa? Noi pensiamo di sì.
E siccome giustamente la Costituzione dice che il giudice deve essere terzo e imparziale, noi rafforziamo quel la imparzialità, rendendo le carriere separate tra giudici e pubblici ministeri per evitare commissioni. Il processo diventa più giusto, il cittadino diventa più garantito.
E visti i toni apocalittici che sto ascoltando da da parte di chi, diciamo, non sembra avere molti argomenti contro questa riforma, tipo l’accusa di scivolamento verso un sistema illiberale, io penso che sia utile che gli italiani abbiano questo dato. Nella gran parte dei paesi europei. La separazione delle carriere già esiste. Allora l’anomalia è rappresentata da loro o da quello che resiste ancora in Italia?
Cioè sono tutti gli altri liberali o siamo noi che siamo rimasti indietro? Mettiamola così, una volta tanto siamo noi che vogliamo avvicinare l’Italia all’Europa, ma come sempre qualcun altro, in particolare la sinistra si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione.
Seconda novità
“Noi modifichiamo il meccanismo di selezione dei membri del CSM. Che cos’è il CSM?
CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura, è sostanzialmente l’organo di autogoverno dei magistrati, è quello che decide le carriere dei magistrati, le promozioni e quello che giudica i magistrati quando dovessero sbagliare.
Il problema è che attualmente il CSM viene eletto per due terzi dagli stessi magistrati che poi tra l’altro deve giudicare, che deve promuovere o non promuovere e viene eletto sulla base di liste organizzate dalle correnti ideologizzate, come se fossero dei partiti all’interno della magistratura e per un terzo viene eletto dal Parlamento con logiche che chiaramente sono dispartizione politica.
La riforma sostituisce questo modello che è un modello in mano alle correnti ideologizzate e ai partiti politici con un sorteggio. Ovviamente un sorteggio tra quelli che hanno i requisiti per ricoprire quell’incarico.
Significa che noi avremo domani due CSM, uno per la magistratura inquirente, uno per la magistratura giudicante composti da persone che non hanno dovuto chiedere il voto a chi poi devono decidere se promuovere o meno, trasferire o meno e che non sono stati scelti dai partiti. Con il sorteggio, quindi, i membri del CSM non dovranno dire grazie a nessuno per essere lì, e potranno esercitare il loro ruolo liberamente senza alcun tipo di condizionamento, varrà solamente il merito e la coscienza di persone che sono libere. A chi dice che il sorteggio è un salto nel buio perché manderebbe al CSM il primo che capita, io devo ricordare che viene fatto su una platea qualificata, che è formata da persone che normalmente decidono della libertà dei cittadini, della sorte delle famiglie, dell’economia italiana.
Mi volete dire che le stesse persone non sarebbero capaci di decidere chi va a fare il procuratore della Repubblica o il presidente di un tribunale”.
Terza novità
“Importantissima dal mio punto di vista, istituiamo l’alta Corte Disciplinare. Cioè una corte per giudicare i magistrati che sbagliano, compito che quindi non spetterà più al consiglio superiore della magistratura, composta anch’essa di magistrati e membri laici che vengono anche loro estratti a sorte tra persone altamente qualificate.
Quindi ancora una volta tra chi ha i criteri per poterlo fare ma senza logiche di corrente o di partito. Significa che finalmente dopo 80 anni anche i magistrati verranno giudicati da un organismo terzo, cosa che accade già per tutti gli altri. Forse non vedremo più quei casi di giudici che sono stati palesemente negligenti senza che questo avesse alcuna conseguenza. Come vedete sono tre cose di assoluto buon senso.
Molti fautori del SI oggi sono pe il NO
“Così di buon senso che sono state ampiamente proposte in passato anche da molti di quelli che dicono di essere per il no oggi. Così di buon senso che sulla riforma vengono dette tantissime cose false o comunque si cerca di spostare il dibattito dal contenuto vero del referendum. Ma poiché io non ho problemi a stare sul contenuto, voglio rispondere velocemente alle principali critiche che ho sentito da chi si oppone a questa riforma.
Punto primo
“Si dice che la riforma non risolva i i veri problemi della giustizia, invece io penso che lo faccia partendo dalla radice del problema, perché con il nuovo sistema il magistrato che non si dedicherà al lavoro, come impone la legge, ma come impone anche l’etica. Dovrà vedersela con un giudice disciplinare finalmente terzo e con un CSM che valuterà il merito e non l’appartenenza per decidere della sua carriera. E il merito conta. E come?
Perché in un sistema nel quale per far carriera devi soprattutto dimostrare il tuo valore finalmente e non la tua appartenenza alla corrente ideologizzata come accade oggi, molto più difficilmente il magistrato che vuole avanzare di carriera potrà continuare a fare male il proprio dovere lasciando in carcere per mesi e mesi persone che invece andavano rimesse in libertà o al contrario rimettendo in libertà persone pericolose per scelta ideologica o ritardando nell’adottare i provvedimenti con tempi che si allungano e conseguenze ingiuste per la vita di molti cittadini. “Incide in termini di velocità e anche in termini di giustizia.
Punto secondo
“Dicono che la riforma rischi di indebolire il potere giudiziario rafforzando il controllo che l’esecutivo, quindi il governo, la politica può esserci citare su di esso. E qui, voglio essere chiara, siamo quasi alla fantascienza.
Questa è una menzogna, perché la riforma fa l’esatto contrario ed è stata fatta anche per liberare i magistrati dal controllo della politica, perché nell’attuale sistema che i giudici sono spesso costretti a rispondere a una logica politica, atteso che le loro carriere sono decise da persone scelte da partiti in Parlamento o da correnti ideologizzate interne alla magistratura.
Guardate, ve lo voglio dire con le parole del presidente del tribunale di Brescia, che ovviamente è contrario alla riforma, quindi è un sostenitore del no, che ha detto queste testuali parole: “Se io sono un membro del CSM eletto da una corrente progressista e voto in un incarico direttivo un membro che la pensa diversamente, dovrò poi rispondere alla corrente di quello che ho fatto. Se invece noi mettessimo dei membri sorteggiati, questi membri decideranno secondo il loro arbitrio”. È chiaro?
Quindi con l’attuale sistema tema, se vuoi fare carriera devi rispondere alla corrente. Con il sorteggio no. Quale, secondo voi, tra i due sistemi garantisce più libertà dalla politica e quale si concentra sul valore del singolo piuttosto che sulla sua appartenenza?
Allora, io penso che dobbiamo dirci la verità, il vero problema che ha la sinistra con questa riforma è che noi liberiamo i magistrati da quel controllo e da quel condizionamento perché la sinistra ha sempre usato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni e questa riforma rompe quel meccanismo, ma non per sostituirlo con magistrati controllati dalla destra tutt’altro per sostituirlo con magistrati liberi da tutti che potranno finalmente fare carriera perché sono bravi e non perché sono di destra o di sinistra“.
Punto terzo
“C’è chi dice, che con il sorteggio il rischiamo di ritrovarci degli incompetenti al CSM. E qui basta ricordare che il sorteggio per scegliere i giudici è già previsto perché i magistrati, ad esempio, che fanno parte del tribunale dei ministri sono sorteggiati. Quindi perché i magistrati che giudicano i politici possono essere sorteggiati e quelli che giudicano i magistrati no. E sono degli incompetenti forse i giudici del tribunale dei ministri? No.
Perché vengono sorteggiati tra magistrati che hanno i requisiti, la competenza e la capacità per farlo, solo che si è scelto in questo caso di sorteggiarli per evitare che le loro decisioni potessero essere influenzate da rapporti personali, da orientamenti politici o da conflitti di interesse, che è giusto ed è esattamente quello che vogliamo fare anche per i magistrati che decidono sui giudici.
La bizzarra tesi di chi dice “Ma tu ti faresti operare da un primario sorteggiato?” Sono francamente efficaci sul piano della comunicazione, forse, ma totalmente sbagliate nel merito perché, come ho detto già diverse volte, solo chi è adeguato a quel ruolo può essere sorteggiato, non i passanti. Solo che tra chi ha i requisiti la scelta non avviene in base alle amicizie o agli schieramenti, ma è casuale. Quindi la domanda va a capovolta.
La domanda corretta sarebbe: preferisci essere operato da un primario che fa il primario perché è amico di quello che lo ha nominato o da un primario che fa il primario perché aveva gli obiettivi requisiti per farlo e nessuno lo lo ha raccomandato? Ecco, chi vuole che il primario continui a essere scelto per amicizia politica, voti pure no. Ma chi vuole un primario che stia lì per il suo valore e non per le sue amicizie deve votare sì.
E in ogni caso non ho mai visto qualcuno entrare in un pronto soccorso e avere il privilegio di poter scegliere da chi farsi curare tra i medici disponibili, ma questo è un altro ragionamento. Alla fine di tutte queste, diciamo, di queste infondate contestazioni per convincervi a votare No, vi stanno dicendo che in fin dei conti non conta quello che dice la riforma, andate a votare per mandare a casa il governo. Consiglio di non cadere nella trappola“.
E’ tempo di modernizzare la giustizia
“Usano lo scudo del governo perché non vogliono una riforma che è sacrosanta, ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria dei no. Abbiamo scritto nel programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni che avremmo fatto una serie di riforme, compresa quella della giustizia, abbiamo come sempre rispettato l’impegno preso con gli elettori, ora aspetta gli italiani confermare o meno la riforma. Per quello che ci riguarda noi vogliamo arrivare alla fine della legislatura e farci giudicare alle elezioni politiche su tutto il lavoro che abbiamo fatto.
Allora gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tranquillamente fra un anno, ma oggi si vota sulla giustizia, non sulla politica. E se noi perdiamo questa occasione di modernizzare la giustizia, temo che non ne avremo molte altre. Le cose continueranno a non funzionare indipendentemente da chi c’è al governo e per sempre.
Quindi il mio consiglio è votate pensando a cosa sia meglio per voi e per i vostri figli, non pensando a cosa sia meglio per il governo o per il singolo partito, perché questa riforma non è una riforma di destra e non è una riforma di sinistra, è una riforma di puro buon senso. Riguarda la vita delle persone, la loro libertà, i loro diritti e poi ricordatevi che i governi passano, le polemiche passano, ma le regole quelle restano e incidono sulla vostra vita, sulla vostra quotidianità.
Decidete se volete lasciare le cose come sono o se volete aiutarci a costruire una giustizia più equa, più indipendente, più efficiente perché il 22 e il 23 marzo scegliete voi e io spero che scegliate il cambiamento, che scegliate di aiutarci a liberare la magistratura dalla politica a renderla più autorevole, più meritocratica. Io spero che scegliate il sì.