“Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”. Le dichiarazioni sul referendum e sulla magistratura espresse dalla capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, infiammano il dibattito politico.
Intervenuta sabato scorso alla trasmissione ‘Il Punto’ sull’emittente siciliana Telecolor Bartolozzi ha argomentato sottolineando che “il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone”.
L’opposizione ha definito immediatamente “inaccettabili” le dichiarazioni di Bartolozzi chiedendo le dimissioni del capo di gabinetto e la presenza urgente alla Camera del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per dare spiegazioni. Lo stesso ministro – a margine di un evento sul referendum – ha chiarito che Bartolozzi “non avrà nessuna difficoltà a scusarsi”.
Nordio, si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati
“Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto – ha detto il ministro -, anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura nè intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che, sono certo, non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”.