“Non risulta assolutamente necessario procedere con una nuova procedura di gara per la progettazione e la realizzazione” del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha ribadito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, rispondendo in Senato a un’interrogazione parlamentare illustrata dal senatore Antonio Nicita (PD). Salvini ha inoltre confermato l’importo complessivo dell’opera, fissato a 13,5 miliardi di euro.
Ponte sullo Stretto: continuità amministrativa e dialogo costante con la Commissione Europea
Il ministro ha chiarito che il percorso scelto dal governo è quello della continuità amministrativa, della valorizzazione degli atti già validamente adottati e del pieno rispetto della normativa vigente, sia nazionale sia europea. Sul fronte comunitario, Salvini ha sottolineato come le interlocuzioni con Bruxelles siano quotidiane e riguardino tanto gli aspetti ambientali quanto quelli relativi alla disciplina degli appalti pubblici.
“Le interrogazioni con la Commissione Europea sono quotidiane e sono stati inviati tutti le risposte ai quesiti posti”, ha dichiarato, aggiungendo che il coordinamento tra tutte le amministrazioni coinvolte è stato ulteriormente rafforzato. Sul fronte interno, proseguono le verifiche tecniche sugli aspetti finanziari dell’opera, mentre la dotazione economica resta invariata. “Il governo è determinato ad andare avanti perché il Ponte sullo Stretto non è un’opera isolata, ma il motore di un più ampio piano di sviluppo infrastrutturale“, ha affermato Salvini.
Il punto sulle infrastrutture nel Mezzogiorno
Il ministro ha quindi ricordato il volume di investimenti che il governo sta destinando al Sud Italia, definendolo senza precedenti. In Calabria sono in corso interventi per 22 miliardi di euro, tra cui 3,8 miliardi sulla sola Statale 106 nei prossimi tre anni, a fronte del miliardo complessivo investito nei decenni precedenti. “Sulla statale 106 che i calabresi conoscono stiamo investendo 3 miliardi e 800 milioni di euro in questi 3 anni a fronte del miliardo in tutti gli anni precedenti”, ha sottolineato Salvini.
In Sicilia, i cantieri aperti valgono 27 miliardi di euro e interessano strade, ferrovie, autostrade, edilizia e reti idriche. Il ministro ha citato anche incontri recenti con le istituzioni locali, tra cui un tavolo con il presidente della Regione Siciliana, l’amministratore delegato di Anas e il sindaco di Niscemi, per accelerare la messa in sicurezza di alcune strade provinciali colpite da frane.
Emergenza uragano Harry: oltre 1,2 miliardi per Calabria, Sicilia e Sardegna
Salvini ha ricordato anche le risorse mobilitate per far fronte ai danni causati dall’uragano Harry, che ha colpito duramente Calabria, Sicilia e Sardegna. Dall’inizio dell’emergenza, ha spiegato il ministro, “sono state messe a disposizione risorse per oltre 1,2 miliardi di euro“.
“Per quello che riguarda la maggioranza e questo governo, il Ponte e tutte le infrastrutture del Sud sono impegni concreti e non promesse“, ha concluso Salvini, ricordando anche l’apertura di due nuovi caselli autostradali a Latina-Cisterna e Maddaloni, attesi rispettivamente da 30 e 25 anni.
Nicita: risorse sottratte alle Regioni senza trasparenza
Non si è detto soddisfatto della risposta il senatore Antonio Nicita (Pd), che in replica ha ribattuto con tono critico, iniziando dal fatto che non sia ancora pubblicato in Gazzetta il decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni” approvato dal CdM il 5 febbraio scorso.
Nicita ha inoltre sollevato una questione concorrenziale: la selezione di un soggetto avvenuta con criteri di gara oggi significativamente mutati potrebbe configurare profili antitrust: “c’è un tema concorrenziale che riguarda sia imprese che non parteciparono allora per una gara che era diversa nel contributo finanziario”. Mentre oggi queste risorse “possono essere utilizzate per favorire un soggetto che è stato selezionato con un criterio di gara e con una sostanza di gara completamente diversa”.
Il senatore ha anche puntato il dito sulle risorse bloccate in attesa del Ponte: “avremo 2 miliardi di risorse sottratte alle Regioni e ancora il governo non ha il coraggio di affermare che nella prossima legge di bilancio, quelle risorse bloccate sull’idea del Ponte non saranno spesi, saranno dei residui che saranno riprogrammati”.
Infine, sul fronte dell’emergenza meteorologica, Nicita ha contestato la sproporzione tra gli 1,2 miliardi stanziati con il decreto Maltempo “a fronte di stime di danni dei presidenti delle Regioni, peraltro di regioni di colore politico vicino al governo, hanno complessivamente stimato in quasi 3 miliardi“.