Democrazia Sovrana Popolare considera il progetto sul Lungomare Amerigo Vespucci di Ostia “un esempio paradigmatico di ciò che non deve essere fatto in una città che pretende di chiamarsi Capitale”. Per DSP è un intervento urbanisticamente fragile, perché fondato su un’interpretazione controversa della disciplina vigente, del tutto privo di una necessaria e adeguata trasparenza; socialmente pericoloso, perché foriero della creazione di un ghetto invece che di una seria costruzione di percorsi d’emancipazione ed inclusione; territorialmente dannoso, perché oggetto di sacrificio del litorale nei confronti di una gestione emergenziale, preannunciatrice solo di un nuovo degrado; democraticamente inaccettabile, per l’assenza di qualsiasi confronto reale con cittadini, associazioni e comitati.
Ritiro immediato del progetto nella forma attuale
Democrazia Sovrana Popolare chiede il ritiro immediato del progetto nella forma attuale, il blocco di ogni trasformazione surrettizia dell’area tramite ‘parcheggi per camper’ e l’apertura di un percorso pubblico e trasparente che tenga insieme tre obiettivi non negoziabili: tutela dei diritti di chi vive l’emergenza abitativa, difesa del lungomare come bene comune e valorizzazione turistica, rispetto delle regole urbanistiche e della volontà dei cittadini.
Fino a quando questi principi non saranno messi al centro di un progetto serio e responsabile, ogni ruspa sul Lungomare Amerigo Vespucci non sarà una soluzione, ma l’ennesima ferita inferta a Ostia e ai suoi abitanti.
DSP pretende il rispetto per le persone in emergenza abitativa
In questa ottica, Democrazia Sovrana Popolare pretende dall’Amministrazione il rispetto per le persone in emergenza abitativa, meritevoli di percorsi strutturati, di soluzioni dignitose e non ghettizzanti, di trasparenza procedurale e strumenti adeguati di inclusione; concreti chiarimenti sulla strategia di lungo periodo: se un intervento viene presentato come temporaneo, ma già in sé produce effetti potenzialmente permanenti sull’assetto urbanistico e sociale di un’area, è doveroso chiarire i reali contorni di una reale strategia su lungo periodo.
Le città si governano attraverso la pianificazione
Secondo Democrazia Sovrana Popolare utilizzare l’emergenza come presupposto per scelte urbanisticamente controverse rischia di non tutelare né i soggetti più fragili né l’equilibrio del territorio. Le città si governano attraverso pianificazione, visione e coerenza amministrativa, non mediante soluzioni contingenti. Pertanto, Democrazia Sovrana Popolare ribadisce il suo deciso NO a queste predeterminate e selvagge imposizioni!