“Sul nucleare serve un confronto serio, basato sui dati e non sulle contrapposizioni ideologiche. È sbagliato dire no a priori alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, ma è altrettanto sbagliato raccontare ai cittadini che il ritorno al nucleare garantirà automaticamente energia a basso costo e indipendenza energetica. Oggi non è così”. Lo dichiara il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli, intervenendo in Aula sul disegno di legge delega in materia di energia nucleare sostenibile. “Il Governo indica tra le finalità del provvedimento la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese e il contenimento dei costi per i consumatori. Ma se guardiamo al cosiddetto quadrilemma energetico (sicurezza, economicità, sostenibilità e indipendenza) le tecnologie sulle quali l’esecutivo punta, a partire dagli Small Modular Reactor e dal nucleare di nuova generazione, non sono oggi in grado di garantire contemporaneamente questi obiettivi. Sul fronte della sicurezza degli approvvigionamenti il nucleare è certamente una fonte programmabile. Ma sul piano dell’economicità i costi attesi delle tecnologie di nuova generazione restano elevati. E non si può parlare seriamente di indipendenza energetica quando l’Italia continuerebbe comunque a dipendere dall’estero per l’approvvigionamento e l’arricchimento dell’uranio. Da ministro dello Sviluppo economico ho finanziato la ricerca sul nucleare perché credo nell’innovazione, nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. Sarebbe sbagliato fermarli per ragioni ideologiche. Ma proprio perché credo nella ricerca ritengo altrettanto sbagliato spacciare per disponibili e competitive tecnologie che oggi non sono ancora mature. Il Governo può legittimamente scegliere di andare in questa direzione, ma non può promettere che attraverso questa scelta avremo nel breve periodo energia più economica e indipendenza dagli altri Paesi. Sono obiettivi che oggi possono essere perseguiti più rapidamente investendo risorse nelle tecnologie di produzione energetica già disponibili”.