La guerra in Medio Oriente condiziona pesantemente l’andamento dei mercati in Europa che accusano perdite superiori ai due punti percentuali, mentre il prezzo del petrolio schizza sopra i 110 dollari al barile registrando una crescita di oltre il 7%. I raid sulle raffinerie in Qatar, Kuwait e Arabia Saudita aumentano le tensioni sui mercati che, sulle previsioni di approvvigionamento energetico e dei carburanti, accusano flessioni consistenti con il petrolio in decisa ascesa.
Al giro di boa di metà seduta Milano cede il 2,46%, mentre Londra perde il 2,23%, Parigi l’1,75%, Amsterdam il 2,15%, Madrid il 2,38%, Bruxelles l’1,82% e Francoforte il 2,65%. A Piazza Affari a viaggiare in controtendenza è Eni che guadagna lo 0,80%, mentre consistenti sono le perdite per il comparto bancario con Unicredit che cede il 3,6%, Intesa Sanpaolo che lascia sul terreno il 2,78%, Mps che perde il 2,49%, Mediobanca a -2,70%, Banco Bpm a -2,31%, Bper Banca a -3,18% e Popolare Sondrio a -3,13%.