Leonardo: Bonelli, Governo dei privilegi, 4,48 milioni a Cingolani

“Questa è l’immagine plastica del governo dei privilegi: Roberto Cingolani lascia Leonardo con un’indennità lorda da 4,48 milioni di euro, mentre milioni di lavoratrici e lavoratori italiani hanno stipendi tra i più bassi d’Europa e non vengono nemmeno adeguati all’inflazione. È una vergogna sociale e politica. In Italia chi vive di stipendio ha perso potere d’acquisto, fatica a pagare affitti, mutui, bollette e spesa, mentre ai vertici delle grandi aziende a partecipazione pubblica si continuano a riconoscere buonuscite milionarie”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

Catena di privilegi che va azzarata

“Il governo Meloni non trova le risorse per aumentare salari, pensioni minime, sanità e scuola, ma il sistema dei super-compensi e delle indennità d’oro resta intatto. È questa la loro idea di Paese: sacrifici per chi lavora, privilegi per i soliti noti. Dopo il caso Di Foggia-Terna, con una buonuscita da oltre 7 milioni di euro ritirata solo dopo lo scandalo politico, e dopo le polemiche sulla richiesta di aumento dello stipendio dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi da 8,9 milioni di euro a 15 milioni di euro anno, arriva il caso Cingolani-Leonardo. È una catena di privilegi che va spezzata: le aziende dello Stato devono servire l’interesse pubblico, non garantire rendite d’oro ai vertici”.