Lavoro: Calderone, gender pay gap italiano inferiore alla media Ue

I dati ufficiali Eurostat indicano un gender pay gap del 12% nell’Unione Europea, mentre in Italia il dato si attesta al 4,3%” lo ha detto il Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, rispondendo al un’interrogazione presentata dall’on. Bignami e altri durante il questione time in corso alla Camera. “Sebbene inferiore alla media europea – ha proseguito il Ministro, – questo divario resta un obiettivo che il governo intende colmare. Proprio in quest’ottica abbiamo agito con tempestività nel recepimento della direttiva 2023/970 dedicata al principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro, per un lavoro di pari valore, l’abbiamo consegnata al Parlamento il 6 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare, infatti, il decreto legislativo”.

Il provvedimento, ha spiegato Calderone, “introduce obblighi chiari, immediati di trasparenza nelle procedure di assunzione, comunicazione preventiva dei livelli retributivi iniziali, dei criteri che ne regolano la determinazione, delle modalità di progressione economica. Viene riconosciuto il diritto dei lavoratori a ottenere informazioni sui livelli retributivi medi, gli stipendi per sesso, per categorie omogenee, per le imprese con almeno 500 dipendenti, viene introdotto un sistema sistema strutturale di raccolta dei dati. Si tratta di norme che rafforzano e integrano le tutele già presenti nel nostro ordinamento”.

“In questa direzione si muovono anche le iniziative a cui stiamo lavorando, il potenziamento degli incentivi per i datori di lavoro che investono in occupazione femminile e stabile, sostegno all’autoimprenditorialità femminile, un monitoraggio continuo degli effetti delle nuove norme sulla trasparenza contributiva. Abbiamo consegnato anche un emendamento al decreto Mille Proroghe per la proroga degli incentivi del decreto Coesione che per le donne copriranno tutto l’anno il 2026, ma c’è il nostro impegno anche a continuare a sostenere gli altri segmenti, quelli dell’occupazione giovanile e quella dell’occupazione nelle aree della zona economica speciale del Mezzogiorno.

Possiamo dire che i dati del decreto Coesione ci danno conforto perché fino al 31 dicembre 2025, grazie agli incentivi per l’assunzione delle donne, abbiamo registrato complessivamente 84.329 nuove assunzioni di cui 21.270 incentivate con il bonus donne, e 63.059 con la linea giovani under-35. Proseguiremo non soltanto per accrescere il numero delle donne di che lavorano, ma la qualità del lavoro delle donne e i diritti delle donne” ha detto ancora il Ministro.

Il Ministro ha inoltre rivendicato i risultati ottenuti sul fronte dell’occupazione: “stia producendo risultati concreti e misurabili il cambio di paradigma che questo governo ha scelto sin dall’inizio della legislatura nel campo delle politiche per l’occupazione con il passaggio da un approccio prevalentemente assistenzialistico – come quello che era rappresentato dal regime di cittadinanza – a un sistema fondato sull’incentivazione del lavoro, del lavoro di qualità”.

“I dati Istat confermano un consolidamento dell’occupazione con una crescita particolarmente significativa tra le donne, i lavoratori autonomi, anche i giovani nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni. Certamente questo andamento positivo non è frutto del caso, ma è risultato di un insieme organico coerente di interventi dalla decontribuzione per le nuove assunzioni e gli incentivi mirati per l’occupazione giovanile e femminile fino alla riforma anche degli strumenti di incontro tra domanda e offerta di lavoro”.