“Le relazioni economiche tra Italia e Cina restano solide e strategiche, ma stanno cambiando profondamente: per questo è necessario che il nostro Paese adotti un approccio più maturo, realistico e orientato al valore”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Volpi, intervenendo all’evento “Italia-Cina: relazioni economiche e investimenti” organizzato dalla Senatrice Antonella Zedda in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Cina. “Secondo i dati più recenti della Camera di Commercio italiana in Cina, nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto il livello record di circa 75 miliardi di euro – prosegue Volpi – tuttavia, non possiamo limitarci ai numeri.
Made in Italy forte vantaggio competitivo
“La Cina di oggi è profondamente diversa rispetto al passato: sta evolvendo verso un modello economico basato su innovazione tecnologica, industria avanzata e sostenibilità. Questo impone anche alle imprese italiane un cambio di passo. Non basta più essere presenti sul mercato cinese: bisogna essere rilevanti, cioè capaci di inserirsi nelle filiere locali con competenze avanzate, qualità e capacità industriale. Il Made in Italy ha ancora un forte vantaggio competitivo, ma deve evolvere per restare centrale in un contesto sempre più sofisticato. La visita del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Pechino nel 2024 e il piano d’azione 2024–2027 hanno segnato una fase nuova, più equilibrata e coerente con l’approccio europeo, basato su reciprocità, trasparenza e tutela degli interessi nazionali, inoltre l’entrata in vigore nel 2026 del nuovo accordo fiscale tra Italia e Cina rappresenta un ulteriore passo avanti per favorire investimenti e trasferimenti tecnologici. In questo contesto è fondamentale investire in conoscenza dell’ambiente in cui si opera, in compliance e in modelli di business flessibili. L’Italia – conclude Volpi – deve puntare su investimenti di qualità, costruendo partnership solide e di lungo periodo. Il successo delle nostre imprese in Cina non è solo economico: è la misura della capacità del Paese di competere in uno scenario globale sempre più complesso e interconnesso”.