Iran: Terzi (FdI), a Teheran si sta tenendo congresso del terrore

“Da tre giorni a Teheran si sta tenendo ciò che potremmo definire un autentico congresso del “terrore”. L’occasione è quella dei funerali, a quaranta giorni dalla eliminazione, di Ali Khamenei, Guida Suprema sì, ma del terrorismo internazionale”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, Presidente della 4° Commissione del Senato “Politiche dell’UE”. “Come emerge dalla stampa, alle esequie si sono uniti i rappresentanti di altre terribili autarchie e delle milizie sciite che, finanziati, armati e addestrati dalla Repubblica Islamica, costituiscono il cosiddetto “asse della resistenza” all’Occidente – Hezbollah, Hamas, Kata’ib Hezbollah, Houthi, Jihad Palestinese – responsabili di aver sparso in tutto il Medio Oriente il seme del peggior antisemitismo e della più cruda violenza persino contro le proprie popolazioni. È, quindi, quanto mai necessario evidenziare fino a quali livelli di assolutismo e tirannia, abbia trascinato il regime della “Velayat-e faqih” il successore di Ruhollah Khomeini. Primo su tutti il ricorso massivo alla pena di morte quale strumento di repressione di ogni dissenso, che ha portato all’esecuzione di oltre centomila oppositori politici. Sono quasi 900 le sentenze capitali eseguite dall’inizio del 2026, nonostante il conflitto con USA e Israele iniziato lo scorso 28 febbraio. Una lunghissima scia di sangue che ha travalicato i confini del Paese, con gli ordini di eliminazione di figure di spicco dell’opposizione eseguiti all’estero: non dimentichiamo l’assassinio nel 1993 proprio a Roma, per mano di un commando giunto allo scopo dall’Iran, di Mohammad Hossein Naqdi, incaricato d’affari all’Ambasciata iraniana a Roma, che in segno di protesta contro il regime si dimise per poi diventare il rappresentante del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Italia. Dell’Iran vogliamo ricordare, e rendere onore, a Mahsa Amini, al movimento “Donna, Vita, Libertà”, alle oceaniche manifestazioni che hanno portato nelle piazze milioni iraniane e iraniani di ogni età e condizione sociale, ma soprattutto giovani – e anche giovanissimi – per rivendicare la loro libertà, per chiedere la liberazione dei prigionieri politici, la fine delle esecuzioni capitali, delle torture e delle più atroci violenze contro un’intera popolazione. Ricordiamo come in solo due giorni il “Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamiche” al diretto comando di Khamenei – aprendo indiscriminatamente il fuoco sui manifestanti – abbiano ucciso più di 35mila civili, ferendone oltre 300mila. È a questa realtà che va la nostra più profonda solidarietà, non di certo a chi per lunghi decenni ha provocato morte, sofferenze e violenza. Il corteo funebre di Khamenei e le celebrazioni della sua figura rappresentano il malsano tentativo di beatificazione di un mostro. Bene ha fatto l’Unione Europea a non inviare propri rappresentanti, con buona pace di coloro che ancora credono che con questo Iran – non con il popolo ma con i suoi carnefici – si debba dialogare per trovare compromessi, se non elemosinare concessioni.”