“Siamo tutti Pedro Sanchez.
Stiamo con il presidente del governo spagnolo minacciato di ritorsioni commerciali dal presidente americano, perché ha saputo tenere la schiena dritta davanti alla logica della guerra e dell’escalation”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del PD ed europarlamentare.
Guerre non portano libertà
Quando si difende il diritto internazionale, quando si dice che i conflitti non si risolvono con le bombe ma con la diplomazia, si difende qualcosa che riguarda tutti noi: la pace e il multilateralismo.
Ed è una posizione che purtroppo l’Europa, fino ad ora, non ha saputo assumere con la stessa chiarezza.
Non lo ha fatto la Commissione europea, non lo ha fatto la sua presidente, Ursula Von der Leyen, e non lo ha fatto neppure la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
Certo, nessuno può negare che il potere degli ayatollah in Iran sia un potere che opprime la società civile e soprattutto le donne. È un sistema che deve cambiare. Ma la storia ci ha già insegnato che le guerre preventive, fatte in nome dell’“esportazione della democrazia”, non portano libertà: portano instabilità, distruzione e nuove ingiustizie.
Per questo l’Europa deve avere una posizione chiara.
Non la logica delle sfere di influenza, non la logica di chi pensa di dividersi il mondo.
L’Europa deve difendere il diritto internazionale, la pace e il multilateralismo.
La soluzione non può che passare dal ritorno della diplomazia e dal ruolo delle Nazioni Unite nel mediare le controversie.
È lì che devono tornare le decisioni sul futuro del mondo:
nelle sedi della cooperazione internazionale, non nei tavoli di guerra.
Per questo oggi diciamo con chiarezza:
l’Europa deve stare dalla parte della pace“.