Immigrazione, Terzi (FdI): da Spagna mancata tutela spazio Schengen

“In relazione all’entrata in vigore, il 12 giugno scorso, del Patto UE sulla Migrazione e l’Asilo e alle circostanze che hanno caratterizzato il grave flusso di immigrazione irregolare verso il territorio spagnolo di Ceuta, credo sia importante ricordare, anche in relazione al recente voto in Senato sul Patto UE su Migrazione e Asilo, che il pilastro del Patto stesso sulla protezione e la difesa delle frontiere esterne dell’Unione riveste un’importanza assolutamente centrale nella normativa europea. Ad esso si collegano, evidentemente, la gestione legale dei flussi migratori, nonché la sicurezza e l’ordine pubblico in tutto lo spazio europeo. Vi sono validi motivi, si chiedono alcuni giuristi, per giustificare il diniego spagnolo al rimpatrio immediato di quanti, tra gli oltre 3000 irregolari giunti sul territorio spagnolo, non dimostrino di avere le carte in regola? In effetti, molti ritengono poco fondate le giustificazioni fornite da Madrid, ove si considerino accuratamente sia la lettera che lo spirito della normativa europea. In particolare, con la mancata applicazione, da parte di uno Stato membro quale la Spagna, delle procedure previste dal Patto si configurerebbe una violazione del diritto dell’Unione per i seguenti motivi: anzitutto in relazione allo screening obbligatorio, con le prescritte procedure di identificazione, i rilievi biometrici, e l’immissione dei dati in Eurodac entro 7 giorni (Reg. UE 2024/1356). Altra violazione riguarderebbe la mancata ‘finzione di non ingresso’ e procedura d’asilo obbligatoria alla frontiera (Reg. UE 2024/1348). Vi sarebbe quindi la mancata tutela dello spazio di Schengen e del meccanismo di solidarietà, poiché verrebbero meno il controllo e il tracciamento alle stesse frontiere esterne dei migranti irregolari compromettendo così l’integrità di Schengen (UE 2024/1359). Tutto ciò impedirebbe infine di attivare le procedure del rimpatrio immediato stabilite dal Patto (Reg. UE 2024/1349). In conclusione, si tratterebbe di una situazione che esporrebbe lo Stato interessato da questi flussi illegali a procedure di infrazione (art. 258 TFUE). Un quadro certamente complesso anche sotto il profilo dei segnali non certo dissuasivi per organizzazioni ed entità criminali che contribuiscono e non di rado sono all’origine di tali flussi”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama.