“Oggi la Commissione Ue, tramite le parole di un portavoce, ha chiarito che il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull’IA, proprio da quell’AI Act che si intende recepire. Forse per questo dopo il parere favorevole secco della maggioranza al Senato, alla Camera il centrodestra sembra frenare e voler correggere il tiro. Invece, le norme contenute nel decreto legislativo, ampliando gli ambiti di impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di prevenzione e di polizia, possono mettere a serissimo rischio la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Inoltre, si estendono i poteri di sorveglianza e controllo attribuiti alle autorità di pubblica sicurezza senza prevedere un corrispondente rafforzamento delle garanzie sostanziali e processuali. L’elaborazione dei dati biometrici non può e non deve avvenire automaticamente al momento dell’acquisizione delle immagini, ma esclusivamente in una fase successiva e limitatamente ai dati già registrati, in presenza di una specifica esigenza operativa e sulla base di criteri previamente individuati dalla legge, nel rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e minimizzazione del trattamento. Il riferimento ai ‘luoghi o eventi rispetto ai quali sussistono esigenze di ordine e sicurezza pubblica’ è troppo ampio e indeterminato. L’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia deve essere accompagnato da garanzie effettive di trasparenza, spiegabilità, verificabilità degli algoritmi, controllo umano effettivo e piena sindacabilità giurisdizionale delle decisioni che incidono sui diritti fondamentali. Tutto questo non è affatto garantito dal decreto legislativo. Nel testo proposto dal governo sono evidenti il rischio di un utilizzo troppo estensivo dei sistemi di identificazione biometrica, l’insufficienza delle garanzie previste per la supervisione umana, la limitata spiegabilità degli output algoritmici. Non si può prescindere dall’assicurare un controllo effettivo sull’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Queste e altre criticità sono scritte nero su bianco nel parere di minoranza del M5S, il governo si fermi finchè è in tempo”. Lo affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato Anna Bilotti, Roberto Cataldi, Felicia Gaudiano, Ada Lopreiato, Alessandra Maiorino e Roberto Scarpinato.