“Sostenere la creazione di un CERN europeo dell’Intelligenza Artificiale – come ha recentemente ribadito il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, riprendendo una proposta che da tempo, insieme a diversi scienziati ed esperti, sostiene – significa affermare con chiarezza che l’IA deve essere un bene pubblico, un’infrastruttura condivisa e democratica, non lasciata ai monopoli globali. Così Stefania Bonaldi, responsabile Innovazione nella segreteria nazionale del Pd.
Produzione tecnologica non è neutrale
E’ una scelta che unisce ambizione scientifica e responsabilità politica: ricerca aperta, modelli trasparenti, tecnologie affidabili e accessibili a imprese, istituzioni e cittadini.
Questa visione è in piena sintonia con il lavoro che abbiamo sviluppato nel Position Paper del Laboratorio di Politiche Tecnologiche del Pd sulla trasformazione del lavoro nell’era digitale. In quel documento affermiamo che la produzione tecnologica non è neutrale e che l’Europa deve dotarsi di infrastrutture comuni, capaci di garantire trasparenza, controllo democratico degli algoritmi, riduzione delle disuguaglianze e un ecosistema che metta al centro le persone, i lavoratori e le lavoratrici.
Tecnologia orientata verso bene comune
Un CERN dell’IA rappresenta esattamente questo: un progetto politico, culturale e civile che rafforza la sovranità tecnologica europea, promuove diritti e responsabilità, e costruisce un modello alternativo fondato su infrastrutture condivise, dataset pubblici, interoperabilità e innovazione aperta. È la strada per un’Europa che non subisce la tecnologia, ma la orienta al bene comune.”