Governo: Malan (FdI), sagra della demagogia della sinistra in Senato

Giorgia Meloni è stato l’unico capo del Governo a riferire al suo Parlamento a proposito della situazione internazionale dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente”. Lo ha detto in Aula il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

Bassissima demagogia dalle opposizioni

L’ha fatto con molta chiarezza mercoledì scorso dicendo in modo inequivocabile che l’Italia non è in guerra e non lo sarà, e che, come le altre nazioni europee, non è stata preventivamente informata dell’attacco. Questo non ha impedito a PD, M5S e IV oggi in Senato di attaccare il presidente del Consiglio con assurde accuse di mancanza di chiarezza e di rispetto del Parlamento. Si è arrivati a dire di non sapere cosa rispondere alla gente quando chiede se l’Italia è in guerra e addirittura di politica guerrafondaia. Detto da chi ha ascoltato di persona una settimana fa le chiare parole del presidente Meloni indica manifestamente che si sta facendo indegna demagogia tentando di raccattare qualche sostegno per il No al referendum, diffondendo paure e usando strumentalmente argomenti che non hanno nulla a che fare con il tema della consultazione e che per di più sono completamente falsi. La tesi secondo la quale il presidente del Consiglio va al Consiglio Europeo senza un mandato parlamentare, poi, è ancora più assurda, dato che i punti all’ordine del giorno del vertice europeo sono stati tutti toccati nel dibattito di una settimana fa e nella risoluzione approvata dalla maggioranza. Comprendiamo che chi cambia idea su tutto in pochi anni pensi che il Governo possa fare lo stesso, ma Giorgia Meloni non è come loro. Queste polemiche fanno particolarmente specie, venendo da chi appartiene ai partiti che sostenevano il Governo Gentiloni che nel 2018 consentì l’uso delle nostre basi per gli attacchi americani in Libia e in Siria senza informare il Parlamento, per non parlare del Governo D’Alema che nel 1999, sempre senza informare il Parlamento, fece addirittura partire i nostri aerei per bombardare Belgrado oltre a consentire che il 60% degli attacchi internazionali partisse dalle nostre basi. In entrambi i casi l’opposizione di centrodestra mostrò senso di responsabilità per il bene dell’Italia. Oggi constatiamo che, con l’eccezione di Azione, su questioni così importanti, si fa bassissima demagogia“.