Governo: Conte, trova intesa su riforma elettorale e giustizia, ma no su povertà

Il governo trova l’intesa per la riforma elettorale e per la riforma della giustizia per salvare i politici dalle inchieste. Ma nulla, invece, per quanto riguarda 60.000 rider sfruttati sotto la soglia di povertà. Nulla per tutti i nostri giovani che sono sottopagati, dice no al salario minimo, ma ci siamo noi.
Ovunque siamo qui in Sardegna, in Campania, a livello regionale reintroduciamo e introduciamo


Presidente, su temi locali, arriva proprio in un momento in cui in Sardegna il governo in qualche modo sta vivendo la fase più delicata con queste tensioni che si sono aperte ormai conclamate tra PD e 5 Stelle

Ma noi innanzitutto dobbiamo raccogliere la sfida del cambiamento. Il cambiamento non può che iniziare anche dalla sanità. Io sono stato testimone durante la compagnia elettorale.
La sanità qui, le prestazioni sanitarie sono ormai un lusso per pochi perché ha un’assicurazione, perché ha una carta di credito, quindi dobbiamo tutti lavorare al centro del progetto della coalizione, migliorare le prestazioni sanitarie e questo significa soprattutto mettere la competenza al primo posto il luogo dell’appartenenza.
Alessandra Todde sta facendo un gran lavoro, l’assessorato alla sanità è un assessorato che vede la responsabilità primaria del Movimento Cinque Stelle e della presidente che saprà far sintesi ascoltando le legittime istanze di tutte le forze della coalizione, ma nella consapevolezza anche che c’è una responsabilità verso i cittadini che ci deve guidare tutti.

Siamo alla vigilia della sentenza, o meglio della dell’udienza d’appello sul caso della decadenza che interessa la presidente Tona, quanto siete preoccupati?

Guardi, io non sono preoccupato quando c’è un una magistratura autonoma e indipendente. La magistratura per cui ci battiamo anche rispetto a questa a questa riforma costituzionale che è stata presentata da questa maggioranza, per noi la magistratura deve essere sempre messa in condizione di poter operare senza avvertire nessuna pressione da parte della classe politica.
Il primato della politica, così come lo intende il centrodestra, questa maggioranza Al governo nazionale è evidente che significa mettere a riparo i politici dalle inchieste. Quindi confidiamo nella magistratura, rispettiamo il loro operato e confidiamo che possano decidere in modo più corretto.
Su questo, poi lo dico anche da giurista, io non ho nessun dubbio, ma questa è una mia valutazione che domani avremo assolutamente conferma di quello che abbiamo già detto più volte.

Con Nordio, lei ha parlato di politica criminale, quell’affermazione è stata abbastanza dura

Io ho parlato di un disegno di politica criminale, cioè che riguarda tutte le riforme che stanno facendo nel campo penale. Beh, è evidente. Dal primo decreto ‘rev party’ si criminalizza si criminalizza un cittadino che si trova in un casolare abbandonato che commettono un gravissimo reato, addirittura nella prima versione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e poi si si continua, con i vari decreti di sicurezza e con norme sparse, a criminalizzare i cittadini che si trovano a esprimere dissenso per strada, si sdraiano per terra e semmai interrompono il traffico e diventano tutti reati con aggravi di pena a destra e a sinistra per la gente comune.
E per i politici? Cosa offriamo invece ai politici? La depenalizzazione? Dell’abuso di potere, abuso d’ufficio? Ridimensionamento del traffico di influenze illecite? Diciamo che le intercettazioni che tanto danno fastidio ai politici si possono fare solo per 45 giorni? La legge bavaglio perché i giornalisti non devono riferire di quello che emerge dalle inchieste? Devo continuare? Allora qual è il disegno?
Che per i cittadini si fa propaganda e si creano nuovi reati inasprimenti di pene, per i politici invece si costruiscono spazi di impunità e si mettono a riparo dalle inchieste della magistratura. È questa la giustizia che vogliamo?


Sabato c’è una manifestazione qui a Cagliari promossa dalla presidente della regione contro i detenuti che dovrebbero arrivare nelle tre carceri detenuti sottoposti al regime di 41 bis

Guardi, il regime del Non confondiamo le cose, il regime del 41 bis è un regime che assolutamente è diventato necessario nel corso del tempo per garantire la massima sicurezza e il controllo, ovviamente, di tutti coloro che sono responsabili di reati molto gravi di mafia e terrorismo perché non abbiano più collegamenti con l’esterno, non continuino ovviamente a governare la criminalità dall’interno dei penitenziari.
Per quanto però riguarda il fatto che si vuole ridurre la Sardegna a una Caienna, io dico una cosa, è legittimo che i cittadini sardi, non Alessandra Todi per prima, ma i cittadini sardi abbiano qualcosa da ridire su questo disegno. Non si può pensare per una legge approvata durante il governo Berlusconi, c’era ministro della gioventù anche Meloni, perché la legge è del 2009.
Del 2009, non si può pensare che le le isole diventino il refugium peccatorum. Allora, siccome ci sono tantissime regioni a guida di centrodestra, la la stragrande maggioranza si rivolgono anche ai governatori del dei loro partiti perché ci sia un’equa distribuzione e non una concentrazione qui di tutti i detenuti al 41 bis”.