“Dalle audizioni sul decreto Giustizia in Senato arriva la conferma dell’allarme che invano abbiamo sollevato tante volte, nel mare di disinteresse mostrato da governo e maggioranza: i provvedimenti del governo portano ulteriore inefficienza al funzionamento della Giustizia, anzichè migliorare il servizio per i cittadini. L’introduzione del gip collegiale, inizialmente previsto per agosto 2026, avrebbe decretato il collasso degli uffici, lo abbiamo denunciato per due anni e lo hanno confermato i magistrati interessati. Il governo negava tutto e invece adesso esaminiamo un decreto che ha prorogato l’entrata in vigore al 28 febbraio 2027: come al solito Nordio e il suo governo hanno sbagliato tutto. Ma è evidente che questa proroga cambia poco o nulla. Oggi il presidente dell’Anm Tango ha ribadito che il provvedimento del gip collegiale provocherà un enorme rallentamento delle emissioni delle misure cautelari che per loro definizioni sono urgenti, in particolare per i reati mafiosi e per quelli sulla violenza di genere, con un assurdo effetto domino per cui i giudici che dovranno formare il collegio verranno sottratti ad altri uffici, che andranno in ulteriore sofferenza. Questo succede quando un governo pensa di fare le nozze con i fichi secchi. La giustizia ha bisogno di investimenti e assunzioni, non del gioco delle tre carte del governo Meloni. In tal senso, Tango ha anche invitato il governo a stabilizzare tutti, ma proprio tutti, gli addetti all’Ufficio per il processo che in questi anni hanno fornito un grande aiuto al lavoro dei tribunali, non ci si può permettere di disperdere nemmeno una di queste professionalità nè è pensabile che vengano stabilizzate ma demansionate o spedite a centinaia di chilometri da dove hanno operato fino a oggi”. Lo affermano i rappresentanti del M5S nella commissione Giustizia del Senato Anna Bilotti, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.