“Quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Trani – con il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, indagato proprio dalla stessa Procura il cui vertice, il procuratore Nitti, siede accanto a lui in precise manifestazioni come l’incontro di chiusura della campagna referendaria per il No previsto per venerdì 20 marzo a Margerita di Savoia – rappresenta l’ennesimo episodio che impone una riflessione seria e senza ipocrisie sul rapporto di contiguità tra una precisa area politica e una parte di magistratura. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Elisabetta Gardini.
Una circostanza che, pur nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e della presunzione di innocenza, conferma interrogativi evidenti sulla contiguità tra la politica e sull’equilibrio dei rapporti tra chi amministra e chi indaga. Non si tratta di insinuazioni, ma di un dato di fatto che dovrebbe indurre soprattutto la sinistra e tutti i sostenitori del No al referendum a maggiore prudenza e coerenza. Soprattutto nelle ultime settimane si è assistito a lezioni morali e a campagne politiche costruite su presunte superiorità etiche. Oggi, invece, emergono vicende che raccontano una realtà ben diversa, fatta di intrecci opachi e dinamiche che rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È necessario abbandonare doppi standard e affrontare con onestà intellettuale un tema cruciale per la democrazia, soprattutto in vista del referendum del 22 e 23 marzo: garantire una netta separazione e trasparenza nei rapporti tra certa politica e certa magistratura”.