“Dal dossier Sicurezza 2026 del Viminale, nei primi sei mesi di quest’anno emergono dati che ci fanno ben sperare e che, pur non cancellando la gravità dei singoli episodi, segnala l’effetto delle misure di prevenzione e degli interventi di contrasto. Le vittime di genere femminile sono il 37% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono state 26 le donne vittime di omicidio volontario e 8 le vittime di femminicidio (inteso come il reato in vigore dal 17 dicembre 2025), per un totale di 34. Il calo è un segnale importante e per la prima volta si riconosce la specificità del nuovo reato di femminicidio previsto dall’art. 577 bis c.p., il c.d. movente di genere: l’uccisione di una donna in quanto donna, quando la violenza nasce da odio, discriminazione, controllo, possesso o dominio. I numeri sono fondamentali per continuare a lavorare in maniera sinergica. Affrontare la violenza contro le donne richiede grande attenzione, competenza e formazione specifica. La legge n.181 del 2025 l’ha resa obbligatoria. Contestualmente occorre, comunque, lavorare e potenziare l’azione di prevenzione. Lo confermano i dati sugli ammonimenti del questore che sono in crescita del 10,7%, in particolare aumentano quelli per violenza domestica del 24,1%, in diminuzione quelli per stalking con un calo del 12,3%. È fondamentale tutelare le donne. Solo facendo “rete” si possono prevenire e reprimere i c.d. reati spia spesso vero e propri campanelli di allarme di fatti di reato ben più gravi. Anche l’attività di indagine e i numeri della Commissione che ho l’onore di presiedere vanno in questa direzione: 6 relazioni, 1.310 pagine di inchieste e 71 punti di indirizzo. Un lavoro di qualità che in tre anni ha tracciato un percorso serio e condiviso di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere”. Lo dichiara Martina Semenzato Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere deputata di Coraggio Italia e del Gruppo parlamentare di Noi Moderati.