Ex Ilva: Turco (M5S), serve piano di riconversione

“Il Governo sta semplicemente comprando tempo e tirando a campare sul futuro di Taranto. Continuare a stanziare 100 milioni di euro per l’ex Ilva significa usare le casse pubbliche come un bancomat di Stato, senza una prospettiva e mantenendo un modello industriale fallimentare che perde 60 milioni al mese. Nel sito ci sono ancora 2.000 tonnellate di amianto da rimuovere. I dati parlano di oltre 2.500 malattie professionali e centinaia di decessi tra i lavoratori diretti: una tragedia a cui la politica deve rispondere fermando subito l’area a caldo e la produzione a carbone. Serve un vero piano di riconversione basato su bonifiche, forni elettrici a zero emissioni e idrogeno verde, condizionati alla valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS). Parallelamente occorre un Accordo di Programma per tutelare i 2.500 lavoratori dell’indotto, quelli in amministrazione straordinaria e gli ex dipendenti in NASpI, garantendo reddito, prepensionamenti e incentivi all’esodo e all’amianto. Per la vera svolta di Taranto e per salvare la siderurgia servono 8 miliardi di euro: si potrebbe intanto iniziare dal riprogrammare le risorse del ponte sullo Stretto. Senza questi fondi il Governo prenda atto del proprio fallimento e vada a casa”. Così in una nota il Vicepresidente M5s Mario Turco, Delegato alle Politiche Economiche e Fiscali.