Ex Ilva: Turco (M5S), impianti al collasso dopo tre anni di fallimenti firmati Urso

“Dall’ex Ilva di Taranto arrivano segnalazioni allarmanti: persistono gravi criticità sull’altoforno 2, oggi unico impianto realmente operativo dopo l’esplosione dell’altoforno 1 , ancora sotto sequestro, e il fermo del 4″. Lo dichiara il sen. Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. “È la fotografia plastica di un sito siderurgico ormai vicino al collasso industriale, con la stragrande maggioranza dei lavoratori in cassa integrazione e una produzione ridotta ai minimi termini e con costi esorbitanti posti a carico dei cittadini”.

“Questo scenario non è casuale, ma rappresenta il risultato diretto di ormai quasi quattro anni di gestione fallimentare da parte del ministro Urso e del governo Meloni” prosegue Turco. “Sul dossier ex Ilva si è registrata una totale assenza di visione industriale, accompagnata da scelte incoerenti e continui rinvii. Mentre in Europa la siderurgia accelera sulla transizione verso forni elettrici, idrogeno verde e massicci investimenti pubblici, a Taranto si continua a difendere un modello produttivo obsoleto, altamente inquinante e ormai fuori mercato. Le stesse manifestazioni di interesse presentate da soggetti come Flacks e Jindal risultano oggi gravemente indebolite e prive di credibilità, proprio a causa dell’incertezza e degli errori accumulati dalla gestione governativa”.

“Taranto non può più attendere. Serve porre fine a un ciclo integrale obsoleto, tutelare i lavoratori e l’indotto, costruendo un piano di riconversione con l’Europa, sotto una chiara regia pubblica. Non si può continuare con soluzioni improvvisate: il tempo è scaduto” conclude il senatore 5Stelle.