Eurogruppo: Pierrakakis, instabilità Medio Oriente incide su economia globale

I colloqui odierni dell’Eurogruppo si sono svolti in un momento particolarmente impegnativo, in cui l’Europa è chiamata a rispondere – e sta dimostrando di esserne capace – non solo con una direzione strategica, ma anche con maturità politica. La prolungata instabilità in Medio Oriente si sta intensificando, e in particolare sta aumentando la pressione sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento, con gravi conseguenze per i settori critici dell’economia”. Le osservazioni Kyriakos Pierrakakis ministro greco dell’Economia e delle finanze e deputato eletto al Parlamento in rappresentanza di Atene, a seguito della riunione dell’Eurogruppo del 22 maggio 2026.

Situazione Stretto Hormuz incide su economia globale

La situazione nello Stretto di Hormuz incide non solo sul flusso di petrolio e gas naturale, ma anche sul trasporto di prodotti strategici come fertilizzanti ed elio, essenziali per l’industria, la produzione e il funzionamento complessivo dell’economia europea. Oggi la Commissione europea ci ha fornito un aggiornamento sulle prospettive di crescita e inflazione per l’area dell’euro. Secondo lo scenario di base, la crescita dovrebbe attestarsi allo 0,9% quest’anno e all’1,2% nel 2027, un valore inferiore alle previsioni precedenti, ma decisamente lontano da uno scenario di recessione”.

Allo stesso tempo – aggiunge -, “l’inflazione sta subendo nuove pressioni, sebbene non stiamo vivendo le condizioni estreme che abbiamo affrontato nel 2022. Ciò che conta è che l’economia europea continui a dimostrare resilienza nonostante le successive crisi degli ultimi anni, e questo è il risultato di politiche responsabili e di un maggiore coordinamento europeo. Mentre la crisi persiste, l’Europa deve mantenere un equilibrio difficile ma necessario”.

Tutela stabilità fiscalità

“Da un lato, è fondamentale tutelare la stabilità fiscale, ma dall’altro non possiamo ignorare le notevoli pressioni a cui sono sottoposte le famiglie, le imprese e le stesse economie europee. Ciò che serve è adattabilità e interventi collettivi attentamente pianificati, volti a sostenere l’economia senza compromettere la stabilità a lungo termine. La credibilità dell’Europa non si definisce solo in base al rispetto delle regole, ma anche in base alla sua capacità di procedere con un approccio comune. Questo è esattamente il perimetro delle misure suggerite dalla Commissione: temporanee, mirate e calibrate, commisurate alle priorità strategiche a lungo termine dell’Europa”.

“E se posso aggiungere – afferma ancora Pierrakakis -, nel precedente incontro, il FMI ci ha mostrato che tutto ciò che abbiamo fatto dal 2022 ci ha permesso di affermare che l’impatto della crisi è inferiore del 12% rispetto a quello che sarebbe stato se non avessimo attuato i necessari adattamenti di politica energetica che abbiamo realizzato da allora. All’inizio di questa settimana, inoltre, alcuni membri dell’Eurogruppo hanno discusso, nell’ambito del G7, dell’impatto della crisi sull’economia globale. La Francia, che attualmente detiene la presidenza del G7, ci ha informato oggi sulle principali conclusioni di tali discussioni. La situazione attuale richiede, ora più che mai, uno stretto coordinamento all’interno dell’UE e a livello internazionale. Questo è stato il messaggio che l’Europa ha inviato ai suoi partner. Ci impegniamo a cooperare in un quadro multilaterale e a garantire stabilità, resilienza e prosperità condivisa”.

Crisi abitativa

“Abbiamo inoltre avuto, aggiungerei, una discussione estremamente approfondita sulla crisi abitativa, una questione che ora incide direttamente sulla vita quotidiana di milioni di cittadini europei. L’accesso ad alloggi dignitosi e a prezzi accessibili è diventato una sfida economica e politica centrale per l’Europa, in quanto incide sulla produttività, sulla mobilità del lavoro, sulla disuguaglianza e, in ultima analisi, sulla coesione delle nostre società. Il fatto che tali questioni siano ora al centro dell’agenda dell’Eurogruppo dimostra che la politica europea non si limita alla gestione dei dati economici; la sua vera forza risiede nella capacità di rispondere alle pressioni e ai bisogni reali dei suoi cittadini. Abbiamo ascoltato con interesse le esperienze dei paesi che hanno affrontato efficacemente determinati aspetti del problema. Allo stesso tempo, vi era la consapevolezza diffusa che non esistono soluzioni universali applicabili uniformemente ovunque. Le specificità nazionali spesso richiedono approcci politici diversi”.

Euro digitale

“Infine, abbiamo avuto l’opportunità di discutere con Aurore Lalucq, presidente della commissione per gli affari economici del Parlamento europeo, la legislazione relativa all’euro digitale. L’euro digitale rappresenta un’importante priorità strategica per il mantenimento della fiducia e della stabilità in un contesto finanziario sempre più digitalizzato. Per questo motivo, accolgo con favore i progressi compiuti finora dal Parlamento europeo. In vista dei negoziati interistituzionali, che spero inizieranno durante l’estate, è importante che tutte le parti collaborino affinché la legislazione possa essere finalizzata entro la fine di quest’anno. Vorrei aggiungere che, sotto la guida di Christine Lagarde, credo che questo progetto diventerà concreto entro il 2029. Si tratta di un progetto vitale per l’Europa, un progetto che ci permetterà di vedere rafforzata la nostra sovranità e accresciuto il ruolo internazionale dell’euro. Signore e signori, l’Europa ha ripetutamente dimostrato di saper progredire anche quando le condizioni si fanno difficili e quando le sfide richiedono coraggio politico, coordinamento e una direzione comune. Oggi ci troviamo ancora una volta in un momento simile e abbiamo sia la determinazione che la capacità di reagire”.