“Se avessimo avuto a disposizione la metà dei soldi che qualcuno ha usato per il Superbonus, avremmo sistemato le case popolari di tutta Italia e non avremmo una persona in lista di attesa”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, rispondendo alla Camera a un’interrogazione sull’emergenza abitativa presentata dall’on. Santillo e altri. “Ognuno ha speso i soldi come come ha ritenuto e poi sta agli italiani giudicare”.
Nell’interrogazione, si evidenziava che circa 4 milioni di persone si trovano in condizioni di povertà abitativa e 300mila famiglie sono in lista d’attesa per un alloggio sociale; secondo i dati del Ministero dell’interno, inoltre, nel 2024 sono state emesse oltre 40.000 sentenze di sfratto (+2 per cento rispetto al 2023), di cui oltre 30.000 per morosità. “Il Governo si limita a portare avanti investimenti già programmati utilizzando risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dai fondi per la coesione – hanno chiosato gli interroganti, – come emerso dall’intenzione manifestata dal Ministro interrogato, durante la prima riunione dei Ministri dell’Unione europea sull’emergenza abitativa, di dirottare oltre un miliardo di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per la ristrutturazione di 60.000 appartamenti”.
Salvini ha replicato che “la fascia su cui ci stiamo particolarmente concentrando è la cosiddetta fascia grigia – che è un termine brutto, però sono quelle centinaia di migliaia di persone, famiglie, giovani, professionisti, insegnanti, infermieri, poliziotti che non sono abbastanza indigenti per essere in graduatoria per le case popolari. E poi basta guardare chi c’è nelle assegnazioni delle case popolari per capire che il criterio degli anni di residenza non è un capriccio della Lega, ma significa dare la priorità a chi vive qua da più tempo e paga le tasse qua da più tempo, ma non sono abbastanza benestanti, ad esempio, per accedere all’acquisto o all’affitto in una città come la mia Milano, governata dalla sinistra da 15 anni, dove ormai, se non te lo puoi permettere, vieni espulso”.
“Quindi, i miliardi di euro, fatto salvo il PNRR, su cui stiamo lavorando fra Ministero Infrastrutture e Trasporti e Palazzo Chigi, sono dettati proprio ad arrivare a questa popolazione, il cosiddetto ceto medio, ad esempio, introducendo il sistema sistema del rent to buy, cioè invece di pagare l’affitto, vai a scalare quello che stai pagando pagando l’affitto per andare a riscattare al termine come proprietà il tuo immobile”.
“Non entro nel merito delle agevolazioni fiscali sulle locazioni di competenza di altri ministeri, ricordo però beneficio comune che sulle locazioni è già previsto il regime di tassazione agevolata ai fini IRPEF della cedolare secca con aliquota al 21% che ha agevolato questo mercato. E anche il decreto Salva Casa – che purtroppo per motivi ideologici alcune Regioni, alcuni comuni, non stanno applicando – che permette di sanare piccole difformità interne sta mettendo sul mercato tantissimi immobili con l’obiettivo di calmierare i prezzi. Il nostro obiettivo è più alloggi, più opportunità, più risposte concrete per chi ne ha bisogno. Facendo salvo che la proprietà privata è sacra e occupare la casa altrui non è un diritto, ma è un reato e come tale va perseguito”.