Economia: Panetta, con protrarsi conflitti rischio stagnazione

“Il conflitto nel Golfo Persico ha indebolito prospettive già fragili. Secondo le proiezioni, l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi”. Lo ha detto il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nelle sue considerazioni finali all’assemblea annuale, riferendosi alla situazione economica del Paese.

“In prospettiva – ha aggiunto il Governatore – il nodo della competitività rischia di tornare centrale. La presenza degli esportatori italiani resta limitata nei mercati asiatici, destinati a essere i principali motori della domanda globale, mentre la concorrenza cinese accresce la pressione anche nei comparti manifatturieri tecnologicamente avanzati. L’Italia conserva punti di forza rilevanti nella meccanica, nella farmaceutica e nelle produzioni di qualità: solo investendo e innovando saranno valorizzati. Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti. Dall’inizio del secolo il prodotto per ora lavorata nel settore privato non finanziario è cresciuto di appena il 6 per cento, contro incrementi compresi tra il 13 e il 34 per cento negli altri grandi paesi dell’area dell’euro”.

Intelligenza artificiale può essere una leva per rilanciare la produttività

Panetta si è poi soffermato sul ruolo dell’intelligenza artificiale. “L’intelligenza artificiale – ha detto – può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività dell’economia italiana. Il potenziale, tuttavia, non si realizzerà automaticamente: dipenderà dal grado di diffusione tra le imprese – a partire da quelle piccole e medie – e dalla capacità di integrarla nei processi produttivi”.

Secondo il Governatore di Banklitalia “il contributo potenziale è rilevante. La produttività del lavoro potrebbe aumentare di 0,2 punti percentuali all’anno in uno scenario di adozione lenta, e di oltre 1 punto in caso di diffusione rapida e pervasiva. Nello scenario più favorevole, questi guadagni potrebbero più che compensare il calo del prodotto potenziale dovuto alla contrazione della popolazione in età da lavoro. Insieme a una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, renderebbero possibile una crescita duratura dell’economia italiana”.

Stimolare l’impiego dell’intelligenza artificiale secondo Panetta “richiede coordinamento e continuità. Non servono ingenti risorse pubbliche, ma una strategia coerente e sostenuta nel tempo, che offra alle imprese un quadro stabile entro cui investire. Resta fondamentale, come già ricordato, governare glieffetti sul lavoro”.