Economia: Confcommercio, bene dati Istat recessione si allontana

Il quadro che emerge è di un’economia italiana posizionata a distanza di sicurezza dalla tanto paventata recessione. Dopo un periodo di sostanziale stasi, ad aprile l’occupazione è tornata a mostrare importanti segnali di vivacità registrando una significativa crescita (la più alta in termini congiunturali dalla fine del 2022). L’aspetto più positivo è rappresentato dal fatto che il miglioramento coinvolge in modo abbastanza diffuso le diverse componenti dell’occupazione. Inoltre, sono state riviste al rialzo anche le stime relative ai mesi precedenti: con oltre 24,3 milioni di occupati, la difficile situazione internazionale potrà essere affrontata dall’economia italiana con qualche chance di successo. Così l’Ufficio Studi Confcommercio sui dati Istat di oggi.

Anche l’inflazione, – continua Confcommercio – seppure in ulteriore accelerazione tendenziale a maggio, evidenzia alcuni segnali incoraggianti. In particolare sembrano cominciare ad attenuarsi le tensioni sugli alimentari non lavorati, che avevano caratterizzato i mesi precedenti, ed anche per gli energetici le variazioni congiunturali non appaiono particolarmente elevate. A supporto di una situazione sostanzialmente sotto controllo, si sottolinea come l’inflazione di fondo si mantenga ancora al di sotto della soglia del 2%, con movimenti congiunturali abbastanza contenuti.

I dati odierni,  – conclude l’Ufficio Studi – anche alla luce di quanto emerso sul versante della fiducia delle famiglie, non possono non rappresentare un segnale incoraggiante per le prospettive di crescita dei prossimi mesi. Anche se è decisamente prematuro considerare questi andamenti come il definitivo superamento della fase più critica derivante dal conflitto in Iran è innegabile che il nostro sistema stia reagendo bene alle difficoltà. La crescita dell’occupazione ed un’inflazione sotto controllo potrebbero consolidare i segnali di recupero della domanda delle famiglie emersi nel primo trimestre, che hanno favorito il buon andamento del PIL nel primo quarto del 2026 (+0,3% congiunturale rivisto e +0,8% su base annua). Non si può escludere che la crescita 2026, in assenza di ulteriori gravi shock negativi, si collochi in prossimità dell’1%.