“La Relazione al Parlamento fotografa un governo che continua a guardare nella direzione sbagliata. Mentre il grosso dello sforzo repressivo resta concentrato sulla cannabis — con 8.804 operazioni antidroga dedicate alla cannabis e ai suoi derivati e il 77% delle segnalazioni per uso personale che riguardano proprio la cannabis — le emergenze più gravi legate alle sostanze più pericolose vengono sottovalutate e stanno peggiorando. I dati raccontano infatti altro. Aumentano le nuove diagnosi di HIV tra le persone che usano sostanze per via iniettiva (+7,1%), passando da 85 a 91 casi. Crescono i ricoveri e gli accessi ospedalieri legati alla cocaina, che oggi rappresenta la quota principale sia dei ricoveri sia degli accessi al pronto soccorso correlati alle sostanze. La stessa Relazione segnala una crescente presenza della cocaina nei quadri clinici più gravi e nei decessi droga-correlati. E tra i giovani aumentano i consumi di cocaina e di altre sostanze più rischiose, mentre l’attenzione politica continua a essere assorbita quasi esclusivamente dalla cannabis”. Lo dichiara la vicesegretaria di +Europa Antonella Soldo, coordinatrice dell’associazione Meglio Legale. “Anche sull’alcol emerge una colossale rimozione. La sostanza che continua a provocare più danni sulle strade non è la cannabis ma l’alcol: è presente nel 17% degli accertamenti tossicologici e nel 34% dei casi di incidenti mortali analizzati. Eppure non si vedono campagne di prevenzione comparabili all’enfasi repressiva dedicata alla cannabis. Il risultato è una politica droghe dominata dall’ideologia. Mentre aumentano i segnali d’allarme su HIV, cocaina, oppiacei e alcol, il governo sceglie di vietare la canapa industriale, accanirsi contro il mercato della cannabis light e rendere più difficile perfino la vita dei pazienti che ricorrono alla cannabis terapeutica. I pregiudizi di questo governo sono ottusi e pericolosi. Producono cecità di fronte alle emergenze reali e dimostrano l’incapacità di governare fenomeni complessi che stanno evolvendo rapidamente. Invece di concentrare risorse, prevenzione e interventi sanitari dove i danni stanno crescendo davvero, si continua a combattere una guerra simbolica contro la cannabis. E quando la politica si fa guidare dall’ideologia anziché dai dati – conclude Soldo – il prezzo lo pagano i cittadini”.