Dossieraggi: Maggioranza Antimafia, relazione minoranza inverosimile, mistificatoria e priva di riscontri

Il lavoro sul filone dossieraggio che in questi anni la Commissione Antimafia ha svolto non si basa né su congetture né su teoremi, ma è frutto di un’accurata disamina di evidenze documentali e dalle risultanze delle numerose audizioni svolte. In particolare, tutto nasce dalla richiesta di essere auditi in Commissione dal procuratore della DNA Melillo e dal procuratore di Perugia Cantone e a seguito di tali richieste la Commissione ha svolto in maniera puntuale e rigorosa le attività di indagine che la legge le attribuisce. Lo dichiarano i componenti della maggioranza nella Commissione Antimafia.

Relazione di minoranza in Commissione antimafia, grossolano tentativo di mistificazione

“A sua volta, invece, la relazione di una parte della minoranza risulta inverosimile e priva di riscontri, concentrandosi solo su presunte strumentalizzazioni della maggioranza. Piuttosto, c’è un filo conduttore che lega le opposizioni che hanno sottoscritto la relazione di minoranza in Commissione antimafia ed è il grossolano tentativo di mistificazione. Assistiamo, perciò, attoniti a quel teatrino politico che con fumose alterazioni della verità cerca di screditare un lavoro esemplare, rigoroso e chiaro, che farà scuola anche nel loro ovattato mondo fatto di rancori e manipolazioni della realtà. E viene da chiedersi, come facciamo a parlare persone che sono state oggetto di indagine ed avevano accesso agli archivi secretati?

Come fa a parlare un commissario della Commissione Antimafia intercettato mentre condivideva con un indagato per favoreggiamento alla mafia chi audire e quali domande fare?

Ecco, in assenza di argomenti che superino la soglia della dignità, le opposizioni ricorrono al consueto livore. Ma i fatti sono come granito, e resistono anche alle offese più scomposte”.