Dl Lavoro: Schifone (FdI), Salario giusto unica ricetta di buonsenso

“Il lavoro per noi di Fratelli d’Italia è una priorità, che non abbiamo mai trascurato da quando ci siamo candidati al Governo della Nazione. Abbiamo voluto dare sostanza e concretezza a quel dettato costituzionale, rimasto per troppo tempo solo sulla carta: l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. E i numeri ci danno ragione: quasi 1,2 milioni di occupati in più dall’inizio della legislatura, tasso di occupazione al 63,1%, record storico. Il salario giusto è la nostra ricetta per combattere la stagnazione salariale. Non un numero assegnato per via legale: il TEC — il trattamento economico complessivo — fatto di welfare, TFR, ferie, permessi, tredicesima, quattordicesima, è l’equilibrio di tutte queste componenti, insieme alle tutele e garanzie senza comprimere i diritti e alla contrattazione collettiva, che resta la via maestra. Il caso Puglia è la certificazione del fallimento del salario minimo. I lavoratori del portierato delle sedi regionali si sono ritrovati con la paga oraria a 9 euro e lo stipendio mensile tagliato: da 40 ore settimanali a 25, da una busta paga dignitosa a 700 euro al mese. Non lo diciamo noi: lo dice la CGIL, che ha chiesto la sospensione del bando. L’hanno sperimentato loro stessi e hanno fallito. Soldi pubblici solo a chi fa buona occupazione. Noi non siamo né per l’assistenzialismo, né per il conflittualismo: siamo per il buonsenso. Come asserito con il decreto “primo maggio” all’inizio della legislatura, ribadiamo ancora  oggi con più fermezza che la strada tracciata allora, oggi, è confermata, rafforzata, attuata e soprattutto non tradita”.  Così Marta Schifone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Lavoro, in Aula durante la dichiarazione di voto sulla fiducia al Decreto Legge Salario Giusto.