“L’emendamento presentato dalla Lega al decreto Lavoro, secondo cui un contratto collettivo non rinnovato da sei anni cesserebbe di avere efficacia, è incredibile e senza precedenti. Una norma che, se approvata, impatterebbe innanzitutto su due settori: quello dei giornalisti, con il Ccnl scaduto da dieci anni, e quello della sanità privata. Proprio due ambiti nei quali è ben nota l’influenza del deputato leghista Antonio Angelucci, imprenditore dell’editoria e della sanità. È difficile non vedere un evidente conflitto tra interesse pubblico e interessi privati”. Così la deputata del M5S Anna Laura Orrico. “Invece di favorire il rinnovo dei contratti e rafforzare le tutele – riprende – la destra sceglie ancora una volta di scaricare il peso delle proprie scelte sui lavoratori. Altro che difensori dei lavoratori. La contrattazione collettiva non si cancella per decreto: se ci sono contratti bloccati da anni, la responsabilità è anche di chi ha impedito rinnovi dignitosi e aumenti salariali adeguati. Colpire i lavoratori per le inefficienze del sistema è una scelta inaccettabile. Chiediamo quindi il ritiro immediato di questa norma e un confronto serio per garantire rinnovi contrattuali rapidi, salari adeguati e diritti certi. Il lavoro non può essere terreno di conquista per interessi politici ed economici”.