Dl Lavoro: Guidolin (M5S), lavoratori sanità privata accreditata traditi da governo

“Un emendamento della Lega tradisce gli oltre 250.000 lavoratori della Sanità privata accreditata. Persone che, nel ricorrere delle emergenze, non ultima quella climatica di questi giorni, non esitiamo a definire eroi. Donne e uomini che garantiscono assistenza, cura e continuità sanitaria e sociosanitaria a tutti, compresi i soggetti fragili, anziani e non autosufficienti, ma che puntualmente vengono penalizzati quando si tratta di dare concretezza al rispetto e alla riconoscenza che, a parole, dichiariamo di avere per loro e per la loro professionalità, riconosciuta tra l’altro in tutto il mondo. Perché chi lavora nelle strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate deve essere considerato un lavoratore di serie B? Perché lavoratori che definiamo ‘essenziali’, diventano improvvisamente sacrificabili quando si tratta di assicurare loro una tutela salariale appena decente, perché sia chiaro che di decenza stiamo parlando e non di adeguatezza, contro il ritardo dei rinnovi contrattuali? Ci sono in ballo scelte cruciali: non si tratta semplicemente di applicare i più elementari crismi di equità e di giustizia, ma di ricostruire una credibilità delle istituzioni che appare sempre più compromessa”. Così in Aula la senatrice del M5S Barbara Guidolin durante la discussione generale del decreto Lavoro. “L’emendamento della Lega, come fermamente sottolineato anche dai sindacati, rappresenta un arretramento incomprensibile e inaccettabile per il settore sociosanitario accreditato – ha ripreso -. Se un contratto resta fermo, il lavoratore aspetta. Se l’inflazione mangia il salario è sempre lui, il lavoratore, che me subisce le conseguenze. Come mai, invece, quando occorre tutelare i grandi gruppi privati accreditati, questa maggioranza interviene fulmineamente? Se vogliamo davvero difendere la sanità, la strada è una: difendere chi ci lavora. Questo passaggio del decreto è sbagliato, ingiusto e, sul piano politico, miseramente miope. Nessuna lavoratrice e nessun lavoratore della sanità accreditata deve essere escluso da una tutela minima contro il blocco dei rinnovi contrattuali. Questi non sono errori di valutazione, ma umiliazioni rivolte a un intero sistema. Se il lavoro di cura è essenziale, e lo è come forse nessun altro, questa sua essenzialità deve essere rimarcata non piu con vuote parole, ma con le buste paga. Vorrei poi far sapere alla maggioranza e in particolare al senatore Lisei, che sembra usare la commissione Covid più per farsi selfie e qualche post sui social, che non si risolvono così i problemi. I problemi che ci sono stati durante il Covid riguardano le strutture private. Il numero maggiore di decessi li abbiamo avuti in queste strutture. E la maggioranza non ha risolto mezzo problemi su questo tema in quattro anni”.