Dl bollette: Ricchiuti (FdI), nuovo decreto interviene in manierastrutturale sulla formazione dei prezzi

Per anni gli italiani hanno pagato bollette gonfiate da meccanismi distorti e da una liberalizzazione incompleta che ha favorito rendite e speculazioni. Il nuovo decreto energia del governo Meloni interviene finalmente in modo strutturale, superando la logica delle misure tampone e agendo direttamente sulla formazione dei prezzi, con effetti immediati per famiglie e imprese. Lo dichiara, in una nota, il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Lino Ricchiuti

Da Governo approccio pragmatico

Vengono rafforzati i sostegni ai nuclei vulnerabili, alleggeriti gli oneri di sistema e ridotti i costi per oltre quattro milioni di attività produttive, con un impatto complessivo superiore ai cinque miliardi di euro. Il provvedimento corregge il legame artificiale tra prezzo dell’elettricità e costo del gas e affronta il peso crescente degli ETS (quote europee sulle emissioni di CO₂), che negli anni hanno generato costi aggiuntivi scaricati sui consumatori. La novità più rilevante è la spinta ai PPA, i Power Purchase Agreements, cioè contratti diretti di lungo periodo tra produttori e imprese che permettono di acquistare energia pulita a prezzi più bassi e stabili rispetto al mercato spot, riducendo la volatilità e limitando la speculazione. Parallelamente si interviene sul mercato del gas, si valorizzano le scorte nazionali, si semplificano le procedure e si libera capacità di rete oggi bloccata. In un contesto internazionale segnato da crisi e instabilità, il Governo sceglie un approccio pragmatico: ridurre le rendite, correggere gli errori del passato e riportare i benefici a chi produce e a chi consuma. Questo decreto rimette ordine in un sistema che per anni ha fatto pagare agli italiani inefficienze e rendite altrui: oggi l’energia torna ad essere un diritto, non un privilegio né un costo ingiusto. Ed è la prova che quando si governa con serietà si tagliano le bollette, non le ambizioni del Paese”.