“Certamente il quadro dei dazi complessivi e e la situazione in cui ci troviamo rispetto al Golfo Persico, rispetto alla distruzione dei liquefattori nel Qatar e quindi alla necessità di gran parte del mondo, parlo dei paesi asiatici di andare a fornirsi da fornitori anche che erano i nostri principali fornitori, crea tutta una situazione di incertezza a livello di mercato che le conseguenze sono in questo momento tutte da prevedere”.
L’Italia si sente minacciata anche dagli Stati Uniti, quindi, oltre che in crisi per le questioni mediorientali?
No, minacciata, no. Noi vorrei sempre ricordare che rispetto a quella che è la nostra fonte, prima fonte che è il gas, abbiamo la fortuna innanzitutto di avere un player importante a livello mondiale che si chiama Eni.
In secondo luogo, quelli che acquistano sono le imprese, non è direttamente lo Stato e e abbiamo anche la fortuna di avere un certo numero di pipeline, quattro quattro pipeline e e allora cinque rigassificatori, poter comprare tutto il mondo. Certamente la la sfida è rispetto alla quotazione a livello mondiale del del gas e del petrolio.
Lei ha fatto viaggi internazionali e prossimamente la presidente del consiglio andrà in Algeria. Voi vi aspettate di avere nuovi accordi su per le forniture a breve?
“Ma nuovi accordi, l’Algeria è un partner affidabile, importante per l’Italia perché ha una pipeline importante perché con l’Algeria porta diverse decine, oltre le tre decine di miliardi di metri cubi.
Chiaramente, ribadisco, è una questione di di rapporti e di prezzi rispetto ai grandi acquirenti. Sì.
Si parla di giovedì di un possibile CDM per tornare sui prezzi dei carburanti, visto che il gasolio è tornato a €92 con al litro malgrado il taglio delle accise
Verrà valutato, vorrei ricordare che la partita carburanti principalmente è una partita che riguarda il MITE dove noi collaboriamo naturalmente unitamente al MITE stiamo facendo la rilevazione anche dei prezzi come Ministero e su questo verrà fatta la valutazione.
Aspettiamo il report che si daranno tutti gli gli organi che sono impegnati a fare questa valutazione.
Ma ritiene sia inevitabile una proroga perlomeno? Dopo il 7 aprile
“Verrà valutata dal governo complessivamente, cioè quella che io posso avere una mia opinione, però dobbiamo valutarlo complessivamente, anche rispetto a quello che è il quadro complessivo. Non si può spezzettare”.
L’esito del referendum ha forse mostrato anche qualche critica sulla gestione della questione economica e internazionale?
“Adesso legare il referendum alla alla questione internazionale può avere influenzato certamente, ma io non non vedo il legame”.