“Per rilanciare e rafforzare l’accordo Italia-Albania nel contrasto all’immigrazione irregolare, ponendo un freno alle sentenze politiche di certi giudici ideologizzati, dobbiamo aggiornare il Protocollo sui centri per migranti alla luce delle nuove disposizioni europee relative ai Paesi di origine sicuri e ai Paesi terzi sicuri. Così, a partire dal prossimo giugno, questi centri potranno finalmente porsi come modello innovativo concreto di cooperazione bilaterale per i rimpatri, limitando i margini di discrezionalità concessi a certa magistratura militante. Saranno un esempio per tutta Europa”. Lo dichiara Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, dopo aver visitato il Cpr di Djaer e incontrato a Tirana il Primo Ministro albanese Edi Rama nell’ambito di una missione della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo nei Balcani occidentali.
Ceccardi, Italia apripista per molti Stati
“L’accordo voluto dal Governo italiano ha aperto una strada che molti Stati membri stanno osservando con estremo interesse e adesso, grazie alla grande novità della lista europea dei Paesi di origine sicuri, frutto di un lavoro complesso a cui ho contribuito personalmente come relatrice per il gruppo dei Patrioti in Commissione Libe, sono state finalmente poste basi giuridiche solide per rendere più efficace e meno esposta ai ‘sabotaggi giudiziari’ la cooperazione Italia-Albania sul fronte migratorio” spiega l’europarlamentare leghista.
Stabilità area balcanica
“Come ho ribadito al Premier albanese, la stabilità dell’area balcanica è di interesse strategico per l’Italia: non possiamo parlare di allargamento dell’Unione europea ai Balcani occidentali senza prima garantire frontiere sicure e collaborazione effettiva contro la criminalità organizzata. L’adesione all’Ue deve poggiare su basi solide: stato di diritto, lotta alle mafie e piena cooperazione sulla sicurezza. L’Albania, in questo senso, è su un’ottima strada.” conclude Ceccardi.