Covid: Malan (FdI), vaccino non impediva trasmissione, ma Ministero ignorò dati

“Il presupposto su cui si basava l’obbligo surrettizio di vaccinazione anti-Covid attraverso il Green Pass si è ormai rivelato un gigante dai piedi d’argilla. Oggi, nel corso dell’audizione in commissione Covid dei rappresentanti di Condav Odv (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino), è emersa una valutazione tecnica decisiva in questo senso, che fu tuttavia ignorata dall’allora ministro della Salute, Roberto Speranza”. Così in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid.

Importante lavoro svolto dalla commissione Covid

“Il 2 dicembre 2020, infatti, circa un mese prima che iniziasse la campagna vaccinale anti-Covid in Italia, le stesse aziende produttrici di vaccini rendevano noto che dai loro test avevano escluso persone immunocompromesse, donne in gravidanza o in allattamento e che nessuna delle persone sottoposte ai test aveva riscontrato una riduzione nei sintomi severi del Covid nonché nessuna aveva riscontrato una interruzione di trasmissione del virus. Fu molto grave che, alla luce di questa ammissione da parte dei produttori di vaccino anti-Covid, le autorità politiche dell’epoca mentirono agli italiani, asserendo che l’inoculazione sarebbe servita a interrompere la trasmissione del virus. Il rapporto fiduciario tra legislatore e cittadino fu tradito durante la pandemia. Per questo risulta oltremodo importante il lavoro svolto dalla commissione Covid, per far luce su certe zone d’ombra e per sostenere la necessità di dare risposte agli italiani, soprattutto a chi ha subito danni di salute dopo essersi dovuto sottoporre a una vaccinazione promossa dalle istituzioni attraverso la menzogna”.