“Il nervosismo delle opposizioni rispetto a quanto continua a emergere sulle forniture di mascherine durante la pandemia è comprensibile. Oggi una doppia inchiesta de Il Giornale getta nuove ombre. Dalle carte della Procura di Roma emerge una curiosa tempistica rispetto a una serie di incontri avvenuti tra due avvocati, tra cui Luca Di Donna, e il commissario straordinario per la pandemia nominato da Giuseppe Conte, cioè Domenico Arcuri. Gli incontri sarebbero avvenuti negli stessi giorni della stipula del contratto di consulenza con Adaltis Srl, il cui general manager ha raccontato in commissione Covid di aver pagato 454 mila euro di consulenza a Di Donna, corrispondente al 10 per cento delle commesse ottenute proprio dalla struttura commissariale. Curioso, inoltre, che questa sorta di ‘meccanismo’, per mutuare il termine emerso da un’intercettazione, si sarebbe inceppato quando, a seguito della nascita del governo Draghi, il generale Francesco Paolo Figliuolo ha preso le redini della struttura commissariale subentrando ad Arcuri. In un altro articolo pubblicato su Il Giornale si insinuano sinistri coinvolgimenti della mafia cinese sull’importazione delle famigerate mascherine farlocche, acquistate a più del prezzo di mercato da un’azienda costituita cinque giorni prima dell’affidamento da parte della struttura commissariale. Visto che Giuseppe Conte afferma che non ha nulla a che fare con il meccanismo di ricche consulenze per facilitare l’importazione di dispositivi sanitari, allora aiuti la commissione a far emergere la verità anziché cercare di boicottarla e minacciare la stampa”. Così in una nota i parlamentari di Fratelli d’Italia componenti della commissione Covid.