“Noi abbiamo ereditato un Paese con un rapporto deficit-PIL superiore all’8%, mentre oggi siamo al 3,1%. Nel Documento di economia e finanza e nel Documento programmatico di bilancio era previsto che quest’anno ci attestassimo al 3,3%. Abbiamo provato persino a raggiungere il 3%. A penalizzarci sono stati soprattutto gli effetti della guerra e il rallentamento del PIL che, trattandosi appunto di un rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, ha inevitabilmente inciso sul risultato finale. Ma non c’è alcun dramma. Il vero problema è rappresentato dalle conseguenze della guerra, anche economiche, che il conflitto continua a trascinarsi dietro, a partire proprio dal rallentamento della crescita”. Lo ha detto Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, intervenendo a Sky Start.
Far salire il PIL del Paese, per rientrare del deficit
“La strategia – ha proseguito – è solo una: aumentare la crescita, quindi far salire il PIL del Paese, per rientrare del deficit. Dopodiché ci sono partite che pesano moltissimo. Quella del Superbonus incide in modo enorme e, purtroppo, ha prodotto benefici molto limitati. Il nostro Paese è solido: lo spread è ai minimi storici, e questo conferma la stabilità del sistema, e il costo del debito resta sotto controllo. Andiamo avanti, cercando di tenere i conti in ordine e, allo stesso tempo, di sostenere la crescita. Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat sulla pressione fiscale sulle imprese confermano inoltre una sua riduzione. Anche questo è un risultato molto positivo ottenuto in questi anni”, ha concluso.