“A margine del giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato, perfezionato dalla Corte dei conti, abbiamo ascoltato per l’ennesima volta la litanìa di destra sui conti pubblici in ordine. Alla fine di un Governo che ha ridotto il Paese alla crescita zero nonostante il Pnrr, sarebbe il caso che tutto il centrodestra si arrendesse al manifesto economico da ultimo confermato dall’Esecutivo nel Documento di finanza pubblica per il 2026. Per chi volesse davvero rendersi conto dell’ossessiva deriva del ministro Giorgetti, ammantata della solita retorica della responsabilità, basterebbe leggere il passaggio del Dfp in cui è testualmente scritto che ‘sarà ancora una volta il graduale miglioramento dell’avanzo primario l’elemento chiave che ricondurrà il rapporto debito/pil su un sentiero discendente, più che compensando l’effetto snow-ball’. Ora, a parte il fatto che il debito sta crescendo ininterrottamente, per il resto Giorgetti ha ottimi titoli per parlare di ‘snow-ball effect’, perché è stato travolto dalla ‘palla di neve’. O forse sarebbe meglio dire che ha lasciato travolgere il Paese da una ‘palla di neve’. Lo ‘snow-ball effect’ richiamato dal ministro nel Dfp, infatti, è quella valanga che affossa il Paese quando il tasso di interesse medio sul debito è superiore al tasso di crescita del Pil nominale. Esattamente la condizione che Meloni e Giorgetti hanno inflitto all’Italia, uccidendo la crescita e non a caso facendo esplodere il debito pubblico dal 134% del Pil di fine 2023 alle attuali proiezioni verso il 139-140%. Alla faccia dei conti in ordine. E come ha deciso di rispondere Giorgetti a tutto questo? Con una seria, seppur totalmente tardiva, politica per la crescita economica? Ma neanche per sogno, visto che ha deciso di farlo puntando tutto sull’avanzo primario, sul suo ritmo crescente negli anni, dallo 0,5% del 2024 al 2,4% del 2029. Cosa significa avanzo primario? Semplice, tagli sempre più netti alla spesa e tasse sempre più alte, proprio quelle tasse che sono aumentate portando la pressione fiscale al 43,1% del Pil nel 2025, record degli ultimi 10 anni. A destra si arrendano. Questo è un manifesto economico distruttivo ma chiaro: no crescita, sì tagli, sì tasse”. Lo comunica in una nota Gianmauro Dell’Olio (M5S), vicepresidente della Commissione bilancio della Camera.